“Questa mostra ci invita a un capitolo affascinante della nostra storia, ci racconta la figura del conte Cozio, una figura non così conosciuta e studiata, una persona eclettica che non si è limitato a collezionare violini da un punto di vista estetico, ma ne ha sviluppato una passione personale, studiando e cercando di scoprire provenienze e tecniche di costruzione di questi strumenti musicali. Torino ha sempre cercato di difendere la diffusione di cultura, costruita su sinergie con altri luoghi e musei, una cultura fatta di radici con uno sguardo rivolto al futuro”. Questo il saluto che la consigliera Amalia Santiangeli, in rappresentanza della Città, ha portato in occasione della presentazione della mostra dal titolo “Il conte Cozio e il mito di Stradivari. Capolavori in Piemonte tra ‘700 e ‘800”, esposta a Palazzo Madama fino al 23 novembre”
Una mostra di archi pregiati voluta per la celebrazione dei 270 anni dalla nascita del conte Ignazio Alessandro Cozio di Salabue, ospitata negli spazi della Corte Medievale organizzata insieme all’Associazione Il Salabue e curata da Giovanni Accornero e Duane Rosengard, che intende promuovere e divulgare al grande pubblico la figura di questo singolarissimo protagonista piemontese, nato a Casale Monferrato il 14 marzo 1755.
Il Conte Cozio fu il più importante tra i collezionisti e gli appassionati di strumenti ad arco del passato, affermandosi in seguito come il primo studioso capace di comprendere il valore della liuteria classica italiana – in particolare quella cremonese – e l’importanza dei segreti del “saper fare con le mani”. Il conte non si limitò solo a raccogliere strumenti pregiati ma ne indagò la provenienza, ne studiò le caratteristiche, confrontò le scuole liutarie.
La mostra si sviluppa attraverso attraverso la selezione di 20 strumenti ad arco, tra violini e viole di eccezionale rilevanza storica, di cui 12 appartenuti al conte Cozio e molti dei quali esposti per la prima volta al pubblico.
Gli strumenti provengono, per la maggior parte, da collezioni e istituzioni private, quindi difficilmente accessibili al pubblico, affiancati da altri strumenti, non solo ad arco, che arricchiscono il corpus principale delle opere esposte. Tra gli strumenti in mostra, i due importanti violini appartenuti ai virtuosi del Teatro Regio: il violino Antonio Stradivari costruito a Cremona nel 1718 (che Cozio descrisse nei suoi carteggi) appartenuto a Giovanni Battista Viotti e il violino Giuseppe Guarneri “del Gesù”, realizzato a Cremona nel 1736, appartenuto a Gaetano Pugnani. Entrambi sono presentati con le rispettive custodie originali e accompagnati dai ritratti dei due celebri violinisti.
Federico D’Agostino
