Al Mauto Torino diventa Harlem anni Trenta

L’immaginazione è d’obbligo per ricreare l’atmosfera di una serata ad Harlem degli anni Trenta quando al Savoy le big band si fronteggiavano trascinando il pubblico alla danza; era lo swing portato in Italia dai soldati americani durante la Liberazione nel 1945 e nelle nostre strade si ballava il Lindy hop. Lo swing statunitense – gioioso festoso liberatorio – divenne colonna sonora in un Paese in macerie, al ritmo di una musica che incoraggiava al futuro. Il 30 aprile quelli del Torino jazz festival – la rassegna giunta alla tredicesima edizione condotta da Stefano Zenni – hanno ricostruito nell’atrio del Museo Nazionale dell’Automobile (Mauto) una serata di quei tempi. Al posto delle formazioni di Chick Webb e Count Basie si sono sfidate le big band locali di Gianpaolo Petrini e Valerio Signetto, posizionate ai due estremi opposti dello spazio dove il pubblico si alternava sotto il palco dell’una o dell’altra coordinato da Mirko Volonnino. Due set in un pomeriggio e una serata intitolata Il ballo della Liberazione, organizzata in collaborazione con Balla Torino social dance alla quale sono intervenuti a nome dell’Amministrazione civica l’assessore Mimmo Carretta, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, il consigliere Silvio Viale. 

(Roberto Tartara)