“Oggi ci presentiamo qui con due parole: scuse e trasparenza”: con queste parole del presidente di IREN SpA ha avuto inizio l’audizione in Commissione dei vertici dell’azienda energetica, a due settimane dal blackout che aveva colpito buona parte della città. Alla convocazione da parte del Consiglio comunale- e in particolare delle sue commissioni I Patrimonio e Servizi pubblici locali – IREN ha risposto inviando i suoi massimi rappresentanti: con il presidente Luca Dal Fabbro erano presenti l’amministratore delegato Gianluca Buffo, più altri dirigenti e funzionari. Hanno volto metterci la faccia direttamente, per spiegare quanto accaduto e raccontare come si stia lavorando per migliorare il servizio. Il tutto, partendo dal presupposto che “Torino è per IREN una priorità assoluta”. Lo ha sottolineato Dal Fabbro, scusandosi per il disservizio e assicurando che l’azienda sta fin da ora facendo tutto quello che occorre, nella massima trasparenza, per evitare che si ripeta un problema di quelle dimensioni. Una task force di 130 persone sta lavorando, con turni anche di notte, alla risoluzione dei problemi riscontrati nella rete, mentre potenti gruppi elettrogeni autotrasportati sono pronti per i casi di emergenza: ma non solo, ha aggiunto il presidente di IREN, nelle prossime settimane sarà effettuata una revisione critica del piano di investimenti aziendale.
Più nello specifico si è addentrato l’amministratore delegato Buffo, che ha snocciolato alcuni dati preliminari: la rete elettrica di Torino, delineatasi nel corso di più di un secolo, misura oggi 5000 chilometri. Per la quasi totalità, anche per ragioni di sicurezza, si tratta di cavi sotterranei, connessi da circa 60.000 giunti e inframmezzati da quasi 3.000 cabine per alta, media e bassa tensione. La rete, ha spiegato l’ad, è stata messa a dura prova dal picco di domanda di energia, dal surriscaldamento dovuto al caldo e alla mancanza di precipitazioni: in quasi quattro casi su cinque, i guasti sono stati relativi ai giunti sovraccarichi. In caso di guasto, sono in primo luogo le sale di controllo IREN a intervenire da remoto bypassando i guasti: trascorsi 15 minuti occorre tuttavia un intervento sul posto da parte delle squadre di tecnici, con attrezzature specifiche per l’individuazione esatta del guasto, con susseguente scavo, riparazione e ripristino del suolo. In questi anni, hanno affermato i rappresentanti dell’azienda (che vede nel suo assetto azionario una più che significativa partecipazione di Comune e Città Metropolitana di Torino), gli investimenti su Torino sono stati rilevanti: tra il 2021 e il 2025 si è trattato di 275 milioni di euro, 70 solo per quest’anno, per il quale ci sono già 900 cantieri attivati o programmati.
Sono circa mezzo milione, tra case private, aziende e locali commerciali, le utenze IREN attivate in città e l’azienda sta lavorando per migliorare la mappatura della rete, il telecontrollo, la sostituzione degli impianto obsolescenti. A questo proposito, è stato sottolineato come vengano rinnovati ogni anno da 30 fino a 50 km di rete. Una rete, quindi, che non è “da rifare”: al netto di episodi eccezionali come quello del 13-14 e 15 giugno, la sua funzionalità è pari al 99.99%, ha affermato IREN, evidenziando l’eccezionalità dell’evento verificatosi circa due settimane fa, quando nel giro di poche decine di minuti si sono susseguiti guasti rilevanti sulla stessa porzione di rete. Una situazione senza precedenti, è stato sottolineato.
Proprio la volontà di evitare il ripetersi di situazioni estreme, come quella delle 2500 utenze in zona centro rimaste senza elettricità per nove ore, ha portato IREN ad aumentare del 30% gli organici della task force di pronto intervento, che a partire da questo fine settimana sono stati ulteriormente incrementati sino a raggiungere le 140 unità. I veicoli con gruppo elettrogeno d’emergenza ora disponibili sono dieci. Oltre alla già esistente cabina di trasformazione inaugurata nel 2020 sotto piazza Arbarello, sono in via di realizzazione due analoghe strutture e altre cinque sono allo studio, disseminate in varie zone della città. Sulla rete elettrica torinese sono previsti per il prossimo quinquennio 630 milioni di investimenti con una media di 900 cantieri all’anno, ma sono in fase di definizione nuovi obiettivi di piano industriale, con orizzonte al 2035, che comporteranno un ulteriore incremento degli investimenti già previsti su Torino.
Così come era stato acceso il dibattito in Sala Rossa quando si il tema si discusse a caldo, già lunedì 16, anche la riunione di commissione ha registrato numerosi interventi. Hanno infatti preso la parola i consiglieri e consigliere Cerrato, De Benedictis, Viale, Crema, Firrao, Greco, Tosto, Magazzù, Fissolo, Diena, Russi, Borasi, oltre all’assessora Foglietta. Ampia la gamma dei temi toccati: per citarne solo alcuni l’aumento ulteriore del consumo di elettricità (anche in relazione alla diffusione delle auto elettriche), la qualità dei materiali utilizzati per cavi e giunti, il ruolo delle comunità energetiche e dell’autoproduzione fotovoltaica, la necessità dell’analisi predittiva nel rinnovare il piano degli investimenti, il ruolo decisivo del cambiamento climatico nel porre sotto stress gli impianti esistenti, l’adeguatezza degli interventi di manutenzione effettuati negli scorsi anni, la prevedibilità o meno dei disservizi verificatisi a metà giugno.
In conclusione della riunione, IREN si è detta disponibile a incontri regolari, anche su base mensile, per riferire al Consiglio comunale dello stato di attuazione degli interventi di manutenzione e rafforzamento della rete di distribuzione dell’energia elettrica.
(Claudio Raffaelli)
