Contrastare le violenze verso le donne e verso i minori, intercettando la richiesta di cambiamento degli uomini autori di violenza. È l’obiettivo del Cerchio degli uomini, ente senza fine di lucro, audito nella seduta del 13 febbraio 2026 della Commissione Diritti e pari opportunità, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS).
Il referente dell’associazione Andrea Santoro ha spiegato che vengono attivati “cerchi di condivisione maschile”, per condividere in modo orizzontale vissuti ed esperienze e ricostruire le dinamiche delle violenze.
Vengono inoltre organizzate iniziative pubbliche di prevenzione, comunicazione e di sensibilizzazione, anche in rete con il privato sociale, enti pubblici e servizi, anche all’interno di scuole e aziende.
Nel 2009 l’associazione ha aperto un Centro di ascolto per contrastare il disagio maschile e prevenire le violenze maschili su donne e minori: il Cuav – Centro Ascolto Uomini Autori di Violenza, accreditato presso la Regione Piemonte in base all’Accordo Stato-Regioni del 2022.
Il Centro offre percorsi di cambiamento per uomini che riconoscono di essere stati autori di violenze verso donne e minori, che si presentano volontariamente oppure che vengono inseriti in percorsi di recupero in base alle disposizioni della legge sul “Codice Rosso” (maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale).
Vengono seguiti circa 110-120 uomini ogni anno, sia in percorsi di gruppo che individuali, che riescono poi a cambiare i loro agiti, smettendo di essere una “minaccia” per le famiglie e diventando invece una “risorsa”.
La mentalità – ha affermato Andrea Santoro – inizia a cambiare e sono in aumento gli uomini che accedono volontariamente ai servizi.
Maurizio Pisani, referente per le iniziative nelle scuole e per la comunicazione, ha spiegato che vengono svolte attività in favore di studenti e studentesse da dieci anni, con decine di interventi ogni anno in istituti di ogni ordine e grado, coinvolgendo un migliaio di persone all’anno.
L’associazione – ha aggiunto – è inoltre attiva in piattaforme web e canali digitali.
Nel dibattito in Commissione, Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha chiesto approfondimenti sui rapporti con il coordinamento dei Centri anti-violenza e con medici di base, farmacie ed esercizi commerciali; Ivana Garione (Moderati) sulla consapevolezza da parte degli uomini nel corso degli anni e sui percorsi di recupero; Valentino Magazzù (PD) sugli interventi attivati e sul rapporto tra genitori e figli; Tiziana Ciampolini (Torino Domani) sulla giustizia riparativa e sul rapporto con altre associazioni.
Amalia Santiangeli (PD) ha espresso il plauso per le attività messe in campo e ha auspicato un crescente coinvolgimento dei giovani, per prevenire e intercettare anche forme di “micro-violenza”.
Nel ringraziare l’associazione per il lavoro portato avanti, Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) ha ribadito l’importanza della collaborazione con le Istituzioni per cambiare il modello culturale della società.
La prevenzione è essenziale – ha evidenziato Silvia Damilano (Torino Bellissima), chiedendo maggiori dettagli sulle strategie e sugli incontri settimanali.
Enzo Liardo (Fratelli d’Italia) ha sottolineato l’aumento degli uomini che chiedono aiuto, forse anche a causa delle pene più severe previste dall’ordinamento.
Sono ancora presenti troppo stereotipi nel nostro Paese – ha denunciato Ludovica Cioria (PD) – e non si approfondiscono a sufficienza le tematiche della violenza maschile sulle donne, del maschilismo patriarcale tossico e del diritto a una sessualità soddisfacente e felice.
Lorenza Patriarca (PD) ha offerto la disponibilità ad approfondire ulteriormente in Commissione Cultura le tematiche trattate, in particolare per quanto riguarda le attività nelle scuole per prevenire le violenze.
Massimiliano Quirico
