Nella seduta del 16 maggio 2025 delle Commissioni Legalità e Prima, presieduta da Luca Pidello (PD), è stato presentato il Piano Anti-corruzione della Città di Torino, approvato il 28 gennaio 2025.
La segretaria generale del Comune di Torino, Annalisa Puopolo, responsabile delle misure di prevenzione e protezione e trasparenza, in carica dal 18 marzo 2024, ha illustrato i contenuti del documento e le attività che svolge quotidianamente grazie a una struttura ad hoc.
La segretaria generale ha spiegato che il Piano Anti-corruzione, previsto dalla Legge 190 del 2012, è una misura per prevenire possibili reati corruttivi, in particolare per quanto riguarda appalti, concessioni, autorizzazioni e tutti gli altri “provvedimenti potenzialmente esposti a rischio di corruzione”.
Ha quindi affermato di aver riscontrato al suo insediamento una forte sensibilità sulla materia, anche organizzativa, e di aver operato nel segno della continuità, ma anche del potenziamento delle misure, in una logica dinamica.
Si è lavorato con modalità partecipativa – ha precisato – con “sentinelle” (referenti anti-corruzione) in ogni Dipartimento. In ogni fase dei procedimenti sono stati individuati i potenziali rischi da neutralizzare e sono state adottate misure generali (ad esempio, meccanismi di rotazione per contrastare eventuali “rendite di posizione”, regolamenti, vigilanza su società partecipate, ecc.) e misure specifiche.
Il Piano che ho trovato – ha spiegato la segretaria generale – era molto dettagliato sulle misure generali, ma andava potenziato su quelle specifiche.
Con il supporto dei Sistemi informativi, sono state quindi riviste alcune procedure, incrementando la digitalizzazione degli atti (in particolare quelli relativi a pratiche edilizie, come permessi a costruire e scia) per favorire il monitoraggio e le attività di controllo periodico degli atti. Con questa logica, il miglioramento della qualità degli atti è stato anche inserito tra gli obiettivi di performance dei dirigenti.
In media, vengono controllati 120 atti al mese. Nel 2024 sono stati verificati 803 atti: 623 sono risultati regolari, 180 non conformi (per lo più per rilievi formali, come ad esempio l’assenza della dichiarazione del conflitto di interesse).
Inoltre, ogni quadrimestre vengono effettuati controlli sulle pratiche Pnrr, che prevedono anche audit a campione: sono stati verificati 26 atti (3 non conformi per rilievi formali).
Al 31 dicembre 2024 sono pervenute 12 segnalazioni tramite la piattaforma di whistleblowing.
Recentemente – ha annunciato la segretaria generale – è stato anche nominato il nuovo gestore anti-riciclaggio: il comandante Roberto Mangiardi.
Nel dibattito in Commissione, il presidente Luca Pidello (PD) ha sottolineato l’importanza della formazione, soprattutto per quanto riguarda il personale neo-assunto, e delle segnalazioni di condotte illecite (whistleblowing). Fondamentali – ha aggiunto – sono anche le giornate specifiche dedicate a legalità e trasparenza.
Amalia Santiangeli (PD) ha chiesto approfondimenti sulla rotazione del personale; Caterina Greco (PD) sull’implementazione dei controlli specifici e su eventuali rilievi della Corte dei Conti e sui software gestionali utilizzati; Angelo Catanzaro (PD) sul contrasto alla corruzione nella gestione dei fondi Pnrr, sulle azioni per prevenire potenziali conflitti di interesse e sul pantouflage.
Massimiliano Quirico
