Nel panorama del Terzo Settore piemontese, La Goccia di Lube (acronimo che ricorda Lucia “Lube” Mina, figura ispiratrice dell’associazione insieme a don Bernardino Reinero) si è confermata negli ultimi anni come un attore fondamentale nel delicato processo di reinserimento sociale e lavorativo di persone sottoposte a misure alternative alla detenzione. L’associazione ha trasformato il concetto di “seconda possibilità” in un modello aziendale concreto, grazie al progetto “Impresa Accogliente”.
Un bilancio dell’attività svolta e l’ambizioso programma per il 2026 sono state illustrati questa mattina nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella sede di VolTo, in via Giolitti a Torino.
“Non si tratta solo di lavoro, ha sottolineato Adriano Moraglio, presidente dell’Associazione, ma di inclusione sociale, sicurezza e prevenzione della recidiva. Investire nel reinserimento di chi è quasi libero significa investire nel futuro di tutti”.

A fine 2024, ha ricordato, i detenuti in misura alternativa in Piemonte erano quasi 5000, 3000 nella provincia di Torino. Tra il 2024 e il 2025, con il sostegno di Regione Piemonte e grazie all’attività dei volontari, il progetto ha reso in carico 100 persone in misura alternativa al carcere offrendo supporto, formazione e accompagnamento nella ricerca di lavoro. A fine 2025 gli inserimenti sono saliti dai 23 di fine progetto con la Regione a 30.
Nel 2026, Impresa accogliente amplierà la rete delle associazioni rappresentanti del mondo del lavoro, con l’adesione di Lega Coop Piemonte, Confartigianato Torino, AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport) di Torino e Aism (Associazione Italiana Sviluppo Marketing) che si aggiungono alle realtà presenti, come Unione Industriali, Torino, Api Torino, Confesercenti Torino, Confcooperative Piemonte Nord, Collegio Costruttori – Ance Torino, Compagnia delle Opere del Piemonte, Ucid e Vol.To.
Ma l’obiettivo per il prossimo anno sarà anche quello di continuare l’impegno per modificare la Legge Smuraglia “193/2000) che premia le imprese che assumono detenuti in carcere ma non offre alcun incentivo a chi assume persone in misura alternativa al carcere, come nei casi in prova al servizio sociale o di detenzioni domiciliari.
Un obiettivo che vedrà al fianco anche il Consiglio Regionale, rappresentato dal consigliere Silvio Magliano che ha evidenziato come occorra riordinare norme e regole per cercare di ridare dignità alle persone attraverso il lavoro.
“Il percorso di lavoro intrapreso con La Goccia di Lube rispetto “alle seconde possibilità” e rispetto al non isolare parti della comunità tra mura invalicabili, ci costringe come forze politiche e istituzioni ad essere coerenti, ha invece sostenuto la presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, intervenuta in rappresentanza della Città. Le imprese di questo territorio si dimostrano particolarmente avanti nel considerare le diverse componenti di questa comunità. Grazie alla collaborazione con la Goccia di Lube, anche a seguito dell’audizione in Commissione Legalità organizzata dal presidente Luca Pidello, ho deciso di depositare un ordine del giorno che impegnasse la Giunta comunale a intensificare l’interlocuzione col Governo per l’estensione dei benefici della Legge Smuraglia, perché per l’Associazione è importante poter accedere agli incentivi da offrire alle imprese e non solo al mondo della cooperazione. Questo tipo di intervento in Consiglio Comunale rappresenta un modo per coinvolgere le forze politiche in interlocuzioni con i loro livelli nazionali in modo tale che le istituzioni che si occupano di carcere nel nostro territorio possano avere l’impressione di un interesse globale e che si trovino insieme a realtà che abbiano voglia di lavorare insieme”.
Nel corso della conferenza stampa, ha preso la parola anche la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Diletta Berardinelli che ringraziando le forze politiche per l’impegno ad intervenire perché sia modificata la Legge Smuraglia, ha osservato come l’inserimento dei detenuti nel mondo lavorativo rappresenti l’applicazione del principio dell”economia sociale”, dove all’interesse economico si affianca il profitto sociale di inclusione.
Federico D’Agostino
