Da Torino a Roma in triciclo per un viaggio in nome della disabilità

La parola follia è risuonata più volte stamane nella municipale sala Colonne per presentare il viaggio da Torino a Roma del consigliere comunale Angelo Catanzaro; ottocento chilometri a bordo di un ‘triciclo’ a pedalata assistita. Se la vita è definita da Erasmo da Rotterdam un gioco della follia, dove la passione è più importante della ragione pura in nome di un’esistenza più felice, l’iniziativa intitolata ‘Oltre i limiti’ riafferma il tema poco ascoltato della disabilità.
Dal 7 al 15 settembre otto tappe giornaliere – partenze da Torino Alessandria Genova La Spezia Lucca Siena Bolsena Roma – porteranno il consigliere affetto da paralisi spastica a incontrare associazioni e istituzioni per discutere del tema, nella speranza all’arrivo a Roma di donare alla Ministra Locatelli la maglietta che raccoglierà lungo il viaggio firme e messaggi di sostegno.
In un’Italia dove sette persone con disabilità su dieci non hanno un impiego, con percentuali ancora più basse per i disabili intellettivi, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo ha sottolineato la valenza di iniziative che spingono a guardare oltre, ad abbandonare un approccio compassionevole per valorizzare il talento e la capacità delle persone.
L’iniziativa è sponsorizzata da Uil Pensionati Piemonte, Uil Canavese, Ada Piemonte con il sostegno dell’associazione Pandha Torino, alla quale sarà devoluto il triciclo; la sponsorizzazione tecnica è di Weelo.
L’impresa sarà raccontata da un documentario realizzato on the road da Emanuela Ranucci e Simone Andreello, disponibile in futuro nelle scuole come strumento di sensibilizzazione e proiettato al cinema Massaua di Torino, media partner dell’iniziativa.
Chi volesse salutare Catanzaro alla partenza del viaggio potrà raggiungere piazza Palazzo di Città alle ore 11 di domenica 7 quando l’assessore comunale allo Sport Mimmo Carretta darà il via alla ‘favola contro i luoghi comuni, ennesima sfida a se stessi alla base di ogni attività sportiva’.
(Roberto Tartara)