L’aula magna del Campus Einaudi ha ospitato oggi l’apertura di un’iniziativa durante la quale verrà realizzata una simulazione della procedura legislativa ordinaria dell’Unione Europea, rivolta a
giovani studenti degli atenei italiani, europei ed internazionali interessati ad avvicinarsi al mondo del Diritto dell’UE. I lavori si svolgeranno interamente in lingua inglese. Il tema scelto è stato quello del diritto spaziale, argomento destinato ad acquisire sempre maggiore rilevanza nei prossimi anni e decenni. L’evento è stato organizzato dalla sezione torinese del MSOI, Movimento studentesco per l’organizzazione internazionale, diramazione giovanile della Società italiana per l’organizzazione internazionale (SIOI).
Nel suo intervento di saluto a nome della Città di Torino, la vicepresidente del Consiglio comunale Ludovica Cioria, rivolgendosi a sua volta in inglese a studenti e studentesse presenti in sala, ha sottolineato si trattasse di “un’esperienza importante: la simulazione dei lavori del Parlamento Europeo su un tema che rappresenta uno dei settori più dinamici dell’evoluzione giuridica contemporanea: il diritto spaziale.

Lo spazio” ha aggiunto Cioria “è un tema strategico in cui si intersecano e si evolvono questioni di diritto internazionale, sicurezza, protezione dell’ambiente orbitale e dei dati, nonché responsabilità civile e innovazione tecnologica. Grazie alla nostra industria aerospaziale, la nostra città contribuisce con competenza e innovazione ai programmi europei e internazionali di osservazione della Terra, gestione dei dati e servizi satellitari. Quello che state per simulare non è solo un esercizio accademico. È un’anteprima del mondo in cui sarete chiamati a operare come esperti legali, funzionari pubblici, diplomatici e ricercatori.
Il vostro contributo – anche se simulato – è già parte del processo attraverso il quale l’Europa, e con essa l’Italia, definirà le regole del gioco per il prossimo futuro. Torino” ha concluso la vicepresidente “è una città che prospera anche tramite le vostre idee e la vostra energia, grazie alle sue università, ai suoi centri di ricerca e ai suoi studenti“.
(C.R.)
