Dominare la tecnologia

Fra preoccupazioni e prospettive, il dibattito sull’intelligenza artificiale e i suoi possibili utilizzi presenti e futuri, continua a dividere l’opinione pubblica. Per ora nessun compromesso: da una parte ci sono gli entusiasti dei possibili sviluppi, dall’altra quelli che vaticinano scenari da film di fantascienza dove le macchine, diventate senzienti, si impadroniscono del pianeta. Ma dove siamo arrivati realmente, oggi, con l’IA? Ha provato a spiegarlo, ieri pomeriggio, durante una seduta di Seconda commissione, su invito del presidente Antonio Ledda, Fabrizio Barbero responsabile della Direzione Piattaforme trasversali, Integrazione e Big data del CSI. Che ha cominciato il suo intervento illustrando quelli che gli esperti della sua azienda considerano i quattro pilastri fondamentali per garantire una strategia adatta alla trasformazione della Pubblica Amministrazione attraverso l’intelligenza artificiale. Il primo riguarda la cultura, la strategia e la comunicazione con l’obiettivo di promuovere l’innovazione attraverso la diffusione della conoscenza; quindi il secondo pilastro: normativa, compliance ed etica, per garantire un approccio responsabile e conforme alle direttive di riferimento. Il terzo pilastro fondamentale riguarda le architetture, le tecnologie e le infrastrutture, per costruire un ecosistema tecnologico sicuro, scalabile e sostenibile; infine i servizi IA per cittadini, imprese e lavoratori con l’obiettivo di applicare l’IA per creare valore concreto e migliorare i servizi pubblici. Barbero si è poi soffermato sui quattro filoni d’intervento articolati in altrettanti ambiti operativi complementari, dove l’intelligenza artificiale viene progettata per rispondere alle specifiche esigenze della Pubblica Amministrazione e dei suoi utenti. Si comincia dal supporto del lavoro quotidiano con strumenti capaci di potenziare le capacità dei dipendenti pubblici con lo scopo di ottimizzare i tempi e la qualità delle attività. Si passa attraverso l’offerta di esperienze evolute tramite assistenti intelligenti che forniscono risposte personalizzate e contestuali e l’automatizzazione di processi complessi per ridurre attività ripetitive e liberare risorse umane per compiti a maggiore valore aggiunto per arrivare a trasformare i dati in conoscenza utile per decisioni più rapide e informate a supportare la governance strategica delle PA. Complicato? Certo! Ma sicuramente di prospettiva se saremo in grado di dominare la tecnologia, anche rispettando la normativa nazionale (Legge 132/2025) ed europea che esprime cautela e chiede che l’IA sia sempre sottoposta alla mediazione dell’uomo. E così, l’evoluzione non si ferma. Il CSI, che nel 1985 testava il primo laboratorio di Intelligenza Artificiale e nel 2023 ha cominciato le prime sperimentazioni sulla IA generativa, sta elaborando un progetto per le PA che non si limita agli assistenti digitali. Sta realizzando una rete di agenti specializzati che cooperano tra loro e collaborano con gli esseri umani, creando un ecosistema di lavoro ibrido dove tecnologia e competenza umana si amplificano reciprocamente. Perbacco! Viene da dire…

Marcello Longhin