“Occorre avere il coraggio di ragionare a partire dai dati sulle misure alternative al carcere che dicono che il lavoro è un potente strumento di reinserimento sociale, capace di ridurre in modo drastico la recidiva, di ricostruire relazioni, di dare dignità. Recidiva che invece si attesta a livelli alti tra chi esegue la pena solo in carcere”. E’ quanto ha affermato Maria Grazia Grippo durante la partecipazione al seminario organizzato all’Unione Industriali dalla Goccia di Lube, l’associazione che, dal 2018, è al fianco di chi vuole ricominciare con serietà a vivere, dopo un periodo di restrizione della libertà, in carcere o fuori, attraverso misure alternative.
L’incontro dal titolo “Una nuova sfida sociale: il lavoro come risorsa decisiva per le persone in misura alternativa alla detenzione” è stato l’occasione per una riflessione sul fenomeno sempre più centrale nel panorama della giustizia sociale legato alla condizione di chi, avendo scontato una pena, in modo alternativo al carcere, in prova al servizio sociale o in detenzione domiciliare, rischi, in assenza di lavoro, di andare incontro ad emarginazione e a nuovi reati. “I dati sono eloquenti, ha sottolineato Grippo, eppure, ancora oggi, dopo anni di ricerche, esperienze, testimonianze, càpita che il dibattito pubblico venga travolto dall’emotività e che le istituzioni rispondano all’eccezione con l’inasprimento della regola. Non si deve cogliere un pretesto per screditare in blocco l’intero sistema delle misure alternative, né per metterne in discussione la legittimità costituzionale”.
Con Adriano Moraglio, presidente de la Goccia Di Lube, si sono susseguiti tra gli altri relatori, oltre alla presidente Grippo, la vicesindaca Michela Favaro, la vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino che, con Silvio Magliano, hanno evidenziato l’ingente quantità di risorse messe in campo dalla Regione proprio per sostenere programmi di reinserimento sociale proprio attraverso percorsi lavorativi, iniziati talvolta come tirocini, trasformati successivamente in contratti. Oltre alle istituzione, erano presenti realtà del mondo produttivo e del terzo settore.
Federico D’Agostino
