Le viti sono germogliate tre settimane fa lungo i filari della vigna urbana e ciascuna avrà un singolo nome, ha commentato Luca Balbiano – fondatore della start up Citiculture ideatrice del progetto, nel presentare la vigna nata nel cuore del Politecnico di Torino, a due passi delle ex Ogr, con oltre settecento piante in vaso di barbatelle. Si produrrà del vino: pinot nero-pinot bianco. Il primo progetto in assoluto di una vigna hi-tech all’interno di un’università nasce a Torino su circa un migliaio di metri quadri di area verde dell’Ateneo. Se ne è parlato oggi pomeriggio in Commissione Ambiente e Commissione Lavoro coordinate da Amalia Santiangeli (Pd) a Palazzo civico dove sono intervenuti i responsabili del progetto: “Fa parte del Piano di decarbonizzazione e resilienza del Politecnico – ha spiegato Patrizia Lombardi vicerettrice per Campus sostenibile e Living Lab del Politecnico -, per fornire soluzioni basate sulla natura nel rafforzare la capacità di adattamento al cambiamento climatico della comunità universitaria e dei cittadini”: la vigna assorbirà due tonnellate annue di CO2. Nel crowdfunding iniziale sono stati raccolti oltre novantamila euro grazie ad aziende sponsor del territorio e numerosi donatori privati. La vigna è al servizio degli studenti della nuova Laurea Magistrale in Agritech Engineering e funziona da laboratorio all’aperto per sperimentare soluzioni di agricoltura 4.0 e adattamento al cambiamento climatico. Danilo Demarchi ha parlato dei sensori ‘indossati’ dalle piante, una nuova tecnologia che consente di comprendere la salute delle viti con il monitoraggio costante di un elettrocardiogramma applicato a ciascun vaso; i sensori consentiranno di capire quanta acqua necessitano le viti, come dosare pesticidi e nutrienti. Ai lavori della Commissione sono intervenuti i Commissari Greco – Patriarca – Abbruzzese – Magazzù – Firrao – Crema – Viale: unanime l’apprezzamento dell’iniziativa.
(Roberto Tartara)
