“Faro insieme con…” per trasformare il dolore in nuove possibilità di relazione e cura reciproca

Da sinistra, Luigi Stella, Donato Giovanni Cafagna, Maria Grazia Grippo, Giuseppe Cravetto

Presentato questa mattina, a Casa FARO, il progetto “FARO insieme con…”, programma di visite guidate a Enti ed Istituzioni culturali della città dedicate a coloro che vivono una condizione di sofferenza per la perdita di un proprio caro e che sono supportate dal servizio di psicologia della Fondazione FARO.

L’iniziativa è promossa dalla stessa Fondazione FARO, dalla Presidenza del Consiglio Comunale e dalla Prefettura di Torino, con l’adesione della Fondazione “Torino Musei”, Musei Reali, Città Metropolitana, Archivio di Stato, Museo Nazionale di Artiglieria, Museo dell’Assedio e Gallerie di Pietro Micca.

Giuseppe Cravetto

“Con “FARO Insieme” desideriamo offrire alle famiglie uno spazio sicuro in cui ritrovare sollievo dopo la perdita di un proprio caro

Luigi Stella

” spiegano dalla Fondazione FARO il presidente Giuseppe Cravetto e il direttore generale Luigi Stella.

“Ringraziamo la rete virtuosa creata da Prefettura di Torino, Presidenza del Consiglio Comunale e le realtà culturali della nostra città che hanno deciso di

sostenere il progetto della nostra Fondazione, aprendo le porte dei loro palazzi anche alle famiglie assistite dalla FARO. Questi momenti di scoperta e condivisione diventano occasioni preziose per trasformare il dolore in nuove possibilità di relazione e di cura reciproca.

Siamo grati e orgogliosi del cammino che stiamo percorrendo insieme. Per quanto il percorso possa essere difficile, ci sentiamo ogni giorno più vicini ai cittadini e alle loro fragilità, anche grazie alla presenza delle istituzioni del territorio che continuano a sostenerci”.

 “Quello che presentiamo oggi, ha affermato la Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, è un nuovo traguardo della sinergia, nata a inizio della consiliatura, tra la Presidenza del Consiglio Comunale, la Prefettura e alcuni importanti enti del territorio, con l’obiettivo da un lato di avvicinare cittadine e cittadini alle Istituzioni, dall’altro di promuovere il nostro straordinario patrimonio storico e culturale.

Maria Grazia Grippo

Così, a partire dall’itinerario de “I Palazzi delle Istituzioni si aprono alla città”, passando per “I nuovi cantieri di educazione civica”,  divenuti oggetto di un protocollo con la Prefettura e altri enti, per proseguire con i “Mercoledì della Storia nascosta”, abbiamo nel tempo incrementato le occasioni di incontro con giovani e meno giovani, rinsaldando il legame con la nostra comunità. La positiva risposta ottenuta ci induce a continuare ad allargare lo sguardo e implementare le collaborazioni.

E a maggior ragione lo facciamo con grande piacere e senso di umanità inserendoci in quel lavoro di costante attenzione e premura che la Fondazione Faro svolge verso chi soffre per la perdita di una persona cara. Aprire le porte dei Palazzi è un segno non solo simbolico di accoglienza e di vicinanza nel quotidiano delle persone: una scelta che considero il senso stesso dell’Istituzione che ho l’onore di rappresentare”.

Donato Giovanni Cafagna

“Il progetto di apertura dei luoghi delle istituzioni agli operatori e agli assistiti-pazienti e familiari- dell’associazione Il Faro, ha affermato il Prefetto, Donato Giovanni Cafagna,   è un modo attraverso il quale si vuole non solo riconoscere il valore prezioso di un impegno di volontariato così lungo e importante in favore della comunità, ma anche operare una forma di restituzione per un’opera che viene incontro alle esigenze di supporto morale e materiale avvertite da chi vive il lutto per la perdita di un congiunto a causa di una grave malattia. L’incontro con il dolore può risultare forse meno insopportabile se è vissuto con qualcuno che con gentilezza e rispetto ti aiuta a sostenerlo, magari anche condividendo la bellezza e la storia della tua città nelle passeggiate tra i palazzi, i musei, i giardini torinesi. Con questo obiettivo la Prefettura si propone di collaborare a questa prima esperienza con l’intento di trasformarla in un impegno duraturo”.

 Federico D’Agostino