I Bersaglieri in Crimea, Cavour e l’Unità d’Italia

È un territorio di cui si parla spesso quando si affrontano tematiche riguardanti la geopolitica internazionale. La #Crimea, lembo di terra che si affaccia sul mar Nero, sospesa fra occidente e oriente, da qualche anno è entrata di prepotenza nelle cronache di tutto il mondo. Ma non è la prima volta che i giornali ne parlano, anzi, pur così lontana, nella storia del nostro Paese ha assunto un significato particolare fra il 1853 e il 1856. Nel 1855, nel pieno di un #conflitto che vedeva confrontarsi l’impero Russo da una parte, contro le superpotenze europee dell’epoca, Francia e Gran Bretagna insieme alla Turchia, dall’altra, la partecipazione di un contingente di #Bersaglieri, sollecitato dal governo di Londra, decretò, a guerra finita, la possibilità per il Regno di Savoia di sedersi al tavolo dei negoziati di pace a Parigi, dal 25 febbraio al 16 aprile 1856. In quell’occasione, #Cavour ottenne per la prima volta l’attenzione internazionale sulla questione italiana e l’opportunità di dare l’avvio alla fase finale del Risorgimento che portò poi all’Unità d’Italia pochi anni dopo. Sono passati 170 anni da quell’episodio, in cui il corpo di fanteria leggera Sabaudo si fece notare per l’abilità e il coraggio dei Bersaglieri guidati da colui che, nel 1836, li aveva fondati: Alessandro La Marmora. Per rendergli un doveroso omaggio, l’Associazione Nazionale Bersaglieri ha organizzato, questa mattina nel cortile d’onore di Palazzo Civico, una cerimonia commemorativa per il 170° Anniversario del coinvolgimento dei Bersaglieri nella guerra di Crimea, alla quale hanno partecipato: una fanfara di 25 elementi provenienti da tutto il Piemonte, il medagliere dell’Associazione, i labari delle varie delegazioni nazionali, il Gonfalone della Città di Torino. Erano presenti: il vicepresidente dell’Associazione Antonio Pennino, il presidente provinciale Mauro Manca, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo in rappresentanza della Città, il vicario Domenico Garcea e il consigliere Simone Fissolo. Nel suo saluto, la presidente Grippo, dopo avere ricordato brevemente l’importanza storica di quell’episodio e la riconosciuta torinesità di La Marmora, ha sottolineato l’importanza che riveste fin dalla sua fondazione il corpo dei Bersaglieri, la sua peculiarità di essere un’eccellenza unica all’interno dell’esercito del nostro Paese. Durante la cerimonia è stata deposta una corona d’alloro, presso la lapide posta all’ingresso di Palazzo Civico, che ricorda i caduti piemontesi nella Guerra di Crimea.
Marcello Longhin