Il futuro dei dipendenti del Gruppo GEDI e della redazione de La Stampa è segnato da un clima di profonda incertezza e mobilitazione. La proprietà Exor procede con la trattativa per la cessione del Gruppo al quale ha dimostrato interesse l’imprenditore greco Theodore Kyriakou, il quale, però, non sarebbe interessato all’acquisto della testata de La Stampa per la quale invece, in un primo momento, sembrava orientato la holding NEM (Nord Est Multimedia).
Tra i giornalisti e tra i poligrafici cresce il timore per la tenuta dei livelli occupazionali e la salvaguardia dell’identità editoriale.
Oggi la questione è approdata in Consiglio Comunale. La Commissione Lavoro, in congiunta con la Commissione Cultura, riunite sotto la presidenza di Pierino Crema, ha ricevuto rappresentanti del Comitato di redazione de La Stampa, dell’Associazione Stampa Subalpina (il sindacato dei giornalisti piemontesi), dell’Ordine dei Giornalisti oltre alle rappresentanze dei sindacati confederali in rappresentanza dei lavoratrici e lavoratori tecnici e amministrativi.
“Siamo di fronte al rischio di perdere oltre a posti di lavoro, anche un pezzo di storia di Torino, ha affermato Crema introducendo i lavori ed annunciando, per lunedì prossimo, la discussione di un atto, in Consiglio comunale, a sostegno dei giornalisti e delle giornaliste e di tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda, a difesa della testata de La Stampa, prevedendo invece un ulteriore momento di approfondimento sull’intero Gruppo Gedi.
La vicenda, ha ricordato Giovanna Favro, componente del Cdr, si inserisce in un quadro più ampio che vede la chiusura di giornali e l’espansione di siti di informazione, in un contesto nel quale il contratto dei giornalisti scaduto da dieci anni, con una transizione digitale che fa fatica a convincere i lettori a pagare per essere informati. Sull’informazione, ha sottolineato, oggi guadagnano social e motori di ricerca con editoriali in perdita.
Per quanto riguarada La Stampa, ha sottolineato come non sia in gioco solo il posto di 175 giornalisti ma il tema del pluralismo, principio che va difeso e custodito.
Al momento rileva nessuna certezza sul futuro, l’editore greco interessato a comprare il Gruppo ma non La Stampa per la quale l’unico nome emerso per l’acquisto è quello di Nem, ma al momento la trattativa in essere risulta priva di documentazione scritta mentre la vendita del gruppo Gedi dovrebbe concretizzarsi tra fine gennaio e i primi di febbraio.
Parla di svendita della quale non si sa chi sarà il compratore Giovanni Breglia, rsu in rappresentanza di un centinaio di lavoratori del Gruppo Gedi tra i quali coloro che lavorano in via Lugaro e via Giordano Bruno dove il giornale viene stampato. La richiesta è che sia salvaguardato il piano occupazionale.
Per l’Associazione Stampa Subalpina è intervenuta la segretaria Silvia Garbarino che ha osservato come l’intenzione di vendere i giornali circoli da due anni, e sia stata confermata con la cessione di altre testate legate a Gedi, e con la formalizzazione, prima dell’estate, con l’accordo con l’imprenditore Theodore Kyriakou, che doveva comprendere la cessione delle radio e l’ambito digitale di Repubblica. Per La Stampa ha confermato che era previsto un altro percorso con la previsione di cessione al gruppo Nem che aveva rilevato testate del Gruppo Gedi in Friuli ma il consiglio di amministrazione di Nem non ha approvato formalizzazione dell’acquisto de La Stampa ritenendolo pericoloso.
Ma solo il 9 e 10 dicembre al CDR, convocato da Ceretti, presidente di Gedi, viene chiarito che La Stampa rientra nel gruppo Gedi ma l’imprenditore Kiriaku, non è interessato alla carta stampata.
Per questo, ha concluso Garbarino, in assenza di certezze, oltre alle varie azioni di mobilitazione, si è deciso di interloquire a tutti i livelli, (già incontrati i parlamentari piemontesi) chiamato alle armi i parlamentari piemontesi, in assenza di certezze di alcun tipo perché è importante compiere ogni passo per tutelare tutti giornaliste e giornalisti, avere interlocuzione vera con Nem, con al fianco une socio del nostro territorio.
L’Ordine dei Giornalisti è al fianco è al fianco di colleghi e colleghe e partecipe di qualunque manifestazione e impegno ha evidenziato Maria Teresa Martinengo evidenziando come sia incredibile l’idea di perdere una testata di tutto il nord ovest, e come occorra mantenere alta l’attenzione con iniziative di sensibilizzazione.
I sindacati confederali constatano come chi vende non è in grado di proporre clausole di garanzia sottolineando la necessità di porre attenzione non solo al tema della digitalizzazione ma anche a quello dell’intelligenza artificiale.
Da parte dei consiglieri intervenuti è stata espressa preoccupazione e vicinanza a tutte le persone coinvolte e la disponibilità a sostenere l’ordine del giorno proposto dal presidente Crema e che dovrebbe essere discusso lunedì prossimo in Sala Rossa. E’ stato messo in rilievo come la Città debba essere interlocutore rispetto alla crisi aziendale, in un contesto in cui è a rischio il pluralismo nell’ambito dell’informazione che de essere qualificata e certificata. Vicinanza e attenzione è stata manifestata anche dalla vicesindaca Michela Favaro che ha sostenuto che, se da un lato le imprese editoriali guardino al mercato, dall’altro si devono porre condizioni perché il diritto alla libera informazione sia sostenuto al di là delle logiche di mercato. L’assessore Paolo Chiavarino ha sostenuto invece la necessità che la vicenda de La Stampa debba diventare oggetto di attenzione da parte di uno o più imprenditori piemontesi.
Federico D’Agostino
