Il nuovo Piano Regolatore è alle battute finali

La presentazione del nuovo PRG
 A trent’anni dall’approvazione di quello tuttora in vigore, il nuovo Piano Regolatore Generale (PRG) è ormai in dirittura d’arrivo. Entro fine anno, cioè nel giro di poche settimane, sarà depositato il progetto preliminare: il 2026 sarà poi l’anno dell’esame da parte delle commissioni tematiche del Consiglio comunale, sino ad arrivare al voto in Sala Rossa, che darà il via alle successive attività tecniche e amministrative. La road map è stata sintetizzata durante la presentazione dell’imminente nuovo PRG, svoltasi presso il Campus dell’ ESCP Business School di via Andrea Doria, da parte del sindaco Stefano Lo Russo e dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni.

Strumento tecnico per definizione, un Piano Regolatore ha tuttavia una sua dimensione umanistica, perché le città, come è stato sottolineato nel corso della presentazione, sono fatte di persone. Ed è proprio intorno alle persone, alla loro vita sociale, alle loro necessità e alle potenzialità che esprimono, deve svilupparsi una nuova idea di città, a 30 anni da un PRG oggi non più adeguato, il quale, è stato ricordato, fece comunque epoca ed è ancora oggi oggetto di studio e apprezzamento.

un momento della presentazione del PRG, che sarà in discussione in Consiglio comunale nel 2026
Non a caso, una delle caratteristiche del nuovo PRG di Torino più evidenziate da sindaco e assessore risiede nel fatto che alla sua definizione non hanno concorso soltanto indirizzi politico-amministrativi e scelte tecniche, ma anche non soltanto da decisioni scelte tecniche ma anche un’ampia consultazione nella città. Consultazione che non ha riguardato solo i pur importanti stakeholders, professionisti, rappresentanti del mondo ecomomico, accademico o associativo, ma – attraverso l’attività “Voci di Quartiere” coordinata da Urban Lab – più di diecimila cittadine e cittadini di ogni età e in ogni quartiere, che studiano, lavorano, vivono a Torino e ne rappresentano bisogni, aspettative e proposte.
L’idea centrale è che Torino possa accettare la sfida del cambiamento senza smarrite la propria identità, con un Piano che metta al centro i quartieri, perseguendo una città vivibile con servizi e opportunità in ogni sua zona, unitamente al riqualificare le aree più complesse, caratterizzate da officine o infrastrutture abbandonate. Senza dimenticare l’ulteriore valorizzazione di un ecosistema caratterizzato da fiumi, boschi collinare, chilometriche alberate, parchi e giardini. Il tutto in un’ottica che sappia spaziare al di là della cita daziaria, perseguendo la coesione del tessuto urbanistico dell’area metropolitana. Un progetto, è stato sostenuto nella presentazione, di equità, resilienza, sicurezza, dove innovazione e coesione sociale si sviluppano insieme e le risorse economiche, scientifiche, culturali e umane della Città trovano spazio, stimoli e opportunità di crescita.
Presenti in sala, oltre a vari esponenti della Giunta e del mondo accademico, professionale e produttivo della città, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, il presidente della commissione Urbanistica Antonio Ledda, i presidenti di commissione Pierino Crema e Amalia Santiangeli, con altri esponenti del Consiglio comunale.
(Claudio Raffaelli)