Sono da poco spenti gli eco della XXXVII edizione del Salone Internazionale del Libro, conclusa ancora una volta con un grande successo di critica e di pubblico, che è già arrivato il momento di programmare la prossima edizione. Prima però, spazio all’analisi e alle riflessioni su quanto accaduto nei cinque giorni che hanno fatto registrare 231mila presenze fra i padiglioni espositivi del Lingotto Fiere e dell’Oval, nel corso dei 2.647 eventi che hanno animato la kermesse. Un’edizione, quella di quest’anno, che ha portato alcune importanti novità logistiche e tecnologiche. Un nuovo sito, un sistema di prenotazioni più efficiente e una nuova biglietteria per migliorare l’accesso e l’esperienza del pubblico. Il Salone ha visto anche una forte presenza sui social media, con oltre 7,8 milioni di utenti raggiunti e 725mila interazioni. La partecipazione giovanile è stata particolarmente alta, con il 49% dei visitatori sotto i 35 anni. Tutte riflessioni
che questa mattina, invitati dalla presidente Lorenza Patriarca e presente l’assessora Rosanna Purchia, i vertici del Salone hanno condiviso, durante un incontro a Palazzo Civico, con i consiglieri della Quinta commissione. Primo a prendere la parola, Silvio Viale, presidente dell’Associazione Torino la Città del Libro, nel fornire i numeri sulla partecipazione, si è soffermato in particolare sull’importanza che il salone riveste per gli addetti ai lavori. E cita le 25mila persone che vengono a lavorare per quello che è ormai diventato l’evento europeo di riferimento sul progetto #libro. La direttrice del Salone per il triennio 2024-2026, Annalena Benini, ha invece sottolineato la sua centralità e solidità dal punto di vista culturale ed editoriale, grazie ad un programma costruito per mettere al centro il libro e la promozione della cultura come innesco per un ragionamento più ampio e complesso. Punto di riferimento per tutti gli altri saloni più piccoli, il Salone è un concentrato di eventi curati e pensati dall’organizzazione e dagli ospiti, che accettano di partecipare senza ricevere compenso. Infine Marco Pautasso, vicedirettore del Salone, che ha ricordato il successo del Salone Off, che continua ad avere numeri importanti e un’offerta straordinaria per la vivacità culturale del territorio. Più di ottocento incontri in una decina di giorni, hanno coinvolto otto circoscrizioni, 35 comuni della Città metropolitana, 14 città del Piemonte oltre alla città di Genova. Un progetto che Torino può vantare come unico grazie all’intuizione avuta, oltre vent’anni fa, dall’allora assessore alla cultura Fiorenzo Alfieri e diventato una grande festa non solo per la comunità dei lettori. Un entusiasmo contagioso che sta diventando perfino complicato arginare. Una manifestazione parallela ma non alternativa, che non toglie visitatori al Salone, al massimo ne aggiunge. Nota a margine, il Salone del Libro tornerà ad accogliere addetti ai lavori e visitatori dal 14 al 18 maggio 2026.
che questa mattina, invitati dalla presidente Lorenza Patriarca e presente l’assessora Rosanna Purchia, i vertici del Salone hanno condiviso, durante un incontro a Palazzo Civico, con i consiglieri della Quinta commissione. Primo a prendere la parola, Silvio Viale, presidente dell’Associazione Torino la Città del Libro, nel fornire i numeri sulla partecipazione, si è soffermato in particolare sull’importanza che il salone riveste per gli addetti ai lavori. E cita le 25mila persone che vengono a lavorare per quello che è ormai diventato l’evento europeo di riferimento sul progetto #libro. La direttrice del Salone per il triennio 2024-2026, Annalena Benini, ha invece sottolineato la sua centralità e solidità dal punto di vista culturale ed editoriale, grazie ad un programma costruito per mettere al centro il libro e la promozione della cultura come innesco per un ragionamento più ampio e complesso. Punto di riferimento per tutti gli altri saloni più piccoli, il Salone è un concentrato di eventi curati e pensati dall’organizzazione e dagli ospiti, che accettano di partecipare senza ricevere compenso. Infine Marco Pautasso, vicedirettore del Salone, che ha ricordato il successo del Salone Off, che continua ad avere numeri importanti e un’offerta straordinaria per la vivacità culturale del territorio. Più di ottocento incontri in una decina di giorni, hanno coinvolto otto circoscrizioni, 35 comuni della Città metropolitana, 14 città del Piemonte oltre alla città di Genova. Un progetto che Torino può vantare come unico grazie all’intuizione avuta, oltre vent’anni fa, dall’allora assessore alla cultura Fiorenzo Alfieri e diventato una grande festa non solo per la comunità dei lettori. Un entusiasmo contagioso che sta diventando perfino complicato arginare. Una manifestazione parallela ma non alternativa, che non toglie visitatori al Salone, al massimo ne aggiunge. Nota a margine, il Salone del Libro tornerà ad accogliere addetti ai lavori e visitatori dal 14 al 18 maggio 2026.Marcello Longhin
