Da oggi, la storica borgata di Madonna del Pilone vede assegnata questa stessa denominazione al piazzale situato di fronte alla chiesa parrocchiale di corso Casale 195.
Si tratta di uno dei più antichi luoghi di culto della città, edificato a partire dal 1645 per celebrare un evento avvenuto l’anno prima ritenuto miracoloso, l’intervento della Madonna per facilitare il salvataggio di una bambina dalle acque del Po.

Questa mattina, “Piazzetta Madonna del Pilone” è stata ufficialmente così battezzata nel corso di una cerimonia che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini e cittadine della zona, accorsi a celebrare un evento che ha rappresentato anche la riappropriazione collettiva di una memoria storica condivisa. Primo dello scoprimento della relativa targa viaria, hanno preso la parola il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri, il parroco don Gianni Tesio e la presidente del Consiglio comunale e della Commissione per la toponomastica Maria Grazia Grippo.
L’identità del borgo, con le sue specificità storiche e il suo fitto tessuto associativo, economico, sportivo e culturale, è stata al centro dell’intervento di Luca Deri, il quale ha anche sottolineato come non occorra essere credenti per assaporare il fascino di una tradizione, quella del miracoloso salvataggio della bimba, profondamente radicata nella memoria popolare del quartiere e della città.
Don Tesio, da parte sua, ha ricordato come la chiesa sia classificata quale santuario, collegato alla basilica romana di Santa Maria Maggiore e si è detto lieto del fatto che finalmente quello che era soltanto un luogo senza nome porti da oggi quello della Madonna del Pilone. Il parroco ha poi ceduto la parola a Luca Tarditi a nome del Consiglio pastorale del santuario, il quale ha rievocato come la piazzetta fosse in passato il capolinea del tram 21, molto usato dalle famiglie torinesi anche per quella che allora era una gita fuori porta. Tarditi ha quindi ripercorso i passaggi storici che portarono all’elevazione della chiesa al rango di santuario, decretata nel 1741, ricordando la riscoperta nel 2024 della targa votiva del pilone votivo del XVI secolo preesistente alla chiesa.

L’intervento della presidente Maria Grazia Grippo ha concluso la fase della cerimonia che ha preceduto il simbolico scoprimento della nuova targa con la denominazione ufficiale della piazza.
Grippo ha salutato tutti i parrocchiani e parrocchiane presenti, ricordando come la chiesa del borgo sia da secoli un punto di riferimento spirituale ma anche sociale, un elemento dell’identità collettiva del quartiere. La Presidente del Consiglio comunale ha anche sottolineato come il senso di appartenenza ai propri borghi e quartieri, al di là delle suddivisioni amministrative ufficiali, caratterizzi fortemente i torinesi e le torinesi: un fatto, ha aggiunto, confermato anche da recenti studi effettuati nell’ambito di un progetto congiunto tra Università e Politecnico.
Un forte senso di appartenenza e identificazione che è stato confermato raccolto anche nel processo di definizione di quello che sarà, dopo più di 30 anni, il nuovo Piano Regolatore Generale della città, ha spiegato Grippo, evidenziando come la proprio valorizzazione dei quartieri sarà una delle sue connotazioni fondamentali; un impegno che l’Amministrazione torinese e il suo Consiglio comunale hanno fatto proprio. La presidente ha concluso ringraziando i cittadini e cittadine per come hanno saputo custodire la memoria dei loro territori e affermando che anche da questo partirà la costruzione del futuro e lo sviluppo di Torino.
Claudio Raffaelli
