La Comunità ebraica ricorda Emanuele Artom

Ci sono storie che, pur allontanandosi nel tempo, non perdono d’intensità e c’è una memoria che va continuamente rinnovata per non dimenticare gli errori del passato. Si inseriscono perfettamente in questo contesto le celebrazioni per ricordare Emanuele Artom, figura importante della #Resistenza, giovane intellettuale ebreo e partigiano, massacrato a morte dalla brutalità nazifascista il 7 aprile del 1944 all’interno del Carcere “Le Nuove”. Per ricordarlo, ogni anno la Comunità Ebraica di Torino e la Comunità di Sant’Egidio organizzano un’iniziativa che inizia davanti al binario 17 della stazione di Porta Nuova, dove si trova la lapide ai deportati nei lager, e snodandosi lungo le vie del centro, raggiunge piazzetta Primo Levi, antistante la Sinagoga di Torino. Qui, si radunano le istituzioni, le rappresentanze della Comunità ebraica e quelle delle scuole torinesi, per gli interventi ufficiali e come quest’anno, la lettura di alcuni estratti degli scritti di Artom. Alla cerimonia odierna ha partecipato, in rappresentanza della Città di Torino, la presidente della Commissione Cultura Lorenza Patriarca che, nel suo intervento, ha sottolineato il grande valore del sacrificio di Emanuele Artom, giovane dalle doti straordinarie con la passione per la scrittura e lo studio e il sogno di diventare docente universitario, interrotto dall’emanazione delle leggi razziali e dalle nefaste conseguenze che ne derivarono per lui e per il Paese. Animato dalla volontà di costruire un mondo migliore e più giusto, per Patriarca, Artom è un testimone del contributo fornito dalla comunità ebraica alla lotta per la #Liberazione e la costituzione della Repubblica antifascista.
Marcello Longhin