La Sala Rossa in difesa del “Barattolo”

Il Consiglio Comunale ha approvato, questo pomeriggio, una mozione (prima firmataria Valentina Sganga), che impegna Sindaco e Giunta a “mantenere una posizione attiva nei confronti della Regione Piemonte, chiedendo una revisione dell’impostazione normativa e della convenzione sul mercato del libero scambio, Il Barattolo, anche dopo la loro sottoscrizione, rappresentando con chiarezza le conseguenze concrete che tale scelta può produrre sul territorio cittadino, incluso il rischio di spostamento della vendita informale verso aree come corso Giulio Cesare e il Lungo Dora, con ricadute sulla gestione urbana e sulla pubblica sicurezza. Il documento chiede inoltre che “nell’ambito delle competenze comunali, ci si attivi pr garantire la continuità e la funzione sociale del mercato del libero scambio “Il Barattolo”, evitando che l’applicazione della nuova disciplina regionale ne determini uno svuotamento sostanziale.

La mozione ricorda come “Il Barattolo” sia un progetto storico della Città di Torino, nato come strumento di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, fondato sui principi del riuso, dell’economia circolare e dell’inclusione, offrendo a persone in condizioni di fragilità economica la possibilità di integrare il proprio reddito in un contesto riconosciuto e governato dall’amministrazione pubblica.

Esprimendo forte preoccupazione per l’impostazione adottata dalla Regione Piemonte, l’atto evidenzia come le recenti modifiche alla normativa regionale e la nuova convenzione proposta alla Città di Torino, riconducono il mercato del libero scambio di via Carcano nell’ambito delle vendite occasionali su area pubblica, equiparandolo, di fatto, ai mercatini hobbistici, nonostante si tratti di un progetto strutturale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. La convenzione, aggiunge, consente lo svolgimento del Barattolo per un massimo di quaranta giornate all’anno, superando il limite ordinario delle dodici giornate previsto dalla normativa regionale, ma introduce contestualmente vincoli stringenti sulle modalità di accesso e di gestione del mercato, tra cui la selezione dei venditori tramite presa in carico dei Servizi sociali e l’obbligo di inventariazione della merce, impostazione che modifica la natura del Barattolo, trasformandolo da strumento di welfare urbano e di economia circolare in un’attività assimilata a forme di vendita hobbistica, con criteri e adempimenti non coerenti con le finalità sociali originarie del progetto.

Federico D’Agostino