Il Consiglio comunale dissente da contenuti e impostazione delle Indicazioni Nazionali 2025 presentate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un ordine del giorno presentato in aula dalla consigliera Lorenza Patriarca (PD) e approvato con 24 voti favorevoli e 7 contrari, ne denuncia “un’impostazione pedagogica e didattica che privilegia un modello trasmissivo e nozionistico, a scapito della costruzione critica del sapere, della cooperazione e della libertà di ricerca didattica”.
Impostazione che, secondo l’ordine del giorno, introduce un’anacronistica visione rigidamente nazional-identitaria della scuola, con l’identità nazionale come principio fondante dell’insegnamento, “in luogo di una prospettiva interculturale, europea e planetaria”.
Nel testo del documento approvato dal Consiglio comunale si critica inoltre la distinzione netta tra istruzione (attribuita alla scuola) ed educazione (attribuita esclusivamente alla famiglia), che “contraddice la visione pedagogica unitaria sancita dalla Costituzione e rischia di compromettere l’autonomia educativa della scuola pubblica introducendo una separatezza fra agenzie formative che è da tempo superata in una logica di alleanze e condivisione”.
Altro tema sollevato dalla mozione, il fatto che le Indicazioni Nazionali vedano marginalizzati “temi fondamentali quali l’educazione alla sostenibilità ambientale, la parità di genere, la prevenzione della violenza di genere e l’educazione affettiva e sessuale, in contrasto con le raccomandazioni di l’UNESCO e OMS”.
Particolare preoccupazione suscita poi “la visione riduttiva dell’insegnamento della storia, intesa in senso celebrativo e nazionalistico, che rischia di escludere la pluralità delle culture e delle memorie collettive presenti nella scuola italiana contemporanea, apparendo in contrasto con i principi della scuola democratica, pluralista e laica, che la Costituzione e la tradizione educativa repubblicana riconoscono come fondamento dell’educazione civica e della convivenza democratica”.
Il documento contrappone a quanto sopra la richiesta di avviare “un percorso di revisione realmente partecipato e aperto al contributo del mondo della scuola, della ricerca e della società civile”, in un’ottica di sussidiarietà che veda riconosciuto il ruolo delle scuole e le peculiarità dei loro territori di riferimento.
La mozione invita inoltre l’amministrazione comunale a sollecitare il Governo e il Parlamento affinché venga garantito che “ogni futura riforma scolastica e in particolare le Indicazioni Nazionali per il curricolo si fondi sui principi della Costituzione, della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e sulla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, a garanzia di una scuola pubblica, democratica, inclusiva e laica”.
Infine, l’amministrazione comunale viene impegnata a “sostenere, anche in collaborazione con ANCI, le istituzioni scolastiche nell’esercizio della libertà d’insegnamento e dell’autonomia scolastica promuovendo iniziative di confronto, formazione e accompagnamento professionale sui temi dell’inclusione, della cittadinanza globale e della sostenibilità”.
Nel dibattito che ha preceduto il voto sono intervenuti in sostegno del documento, oltre alla presentatrice Patriarca, le consigliere Greco (PD), Diena (Sinistra ecologista), Ciampolini (To Domani) e il consigliere Fissolo (Moderati), mentre ha manifestato il proprio dissenso nei confronti del contenuto dell’ordine del giorno il consigliere De Benedictis (Fd’I).
(C.R.)
