Partiamo dalla fine, da ieri pomeriggio nell’aula magna dell’IIS Zerboni, quando è stato presentato, in anteprima, il fumetto “L’armatura scomposta”, realizzato da Danilo Zurru e Giorgia Daka per trasformare in “strisce” le discussioni di un gruppo di studenti della scuola. Una presentazione sobria, presenti tutte le componenti che hanno partecipato al progetto da cui è scaturito il racconto, e alla quale ha partecipato la presidente della commissione Cultura Lorenza Patriarca, in rappresentanza della Città. Il fumetto presentato ieri, è il punto d’approdo conclusivo del progetto “P.I.S.T.E. – Promuovere intercultura (a) scuola (e sul) territorio”
“Psicologi nel mondo ODV – Torino” e finanziato dalla Città attraverso Avviso pubblico, con l’obiettivo di sostenere le attività svolte da organizzazioni e associazioni del terzo settore che promuovono percorsi di inclusione fra culture diverse e per contrastare situazioni di intolleranza, razzismo, estremismo, fragilità e marginalità. In particolare il progetto, che si propone di favorire la crescita individuale e collettiva di giovani di origine straniera come cittadini, si è sviluppato attraverso tre incontri con gli studenti delle classi quarte dell’anno scolastico in corso, due con una classe quinta e tre con gli insegnanti delle classi coinvolte, con un focus preciso sull’ascolto delle difficoltà incontrate dagli studenti nell’approccio con la scuola e con il proprio futuro. Va detto che l’Istituto d’istruzione superiore “Romolo Zerboni”, opera nella periferia nord di Torino, all’interno del quartiere di Borgo Vittoria, in Circoscrizione 5, una delle zone maggiormente caratterizzata dai classici problemi della periferia, con un bacino di utenza proveniente in gran parte dai quartieri a più alta densità d’immigrazione extracomunitaria di prima e seconda generazione. Difficoltà che si sommano al crescente diffuso disagio scolastico che si manifesta spesso in difficoltà di apprendimento, con studenti con bisogni educativi speciali ed altri con disturbi dell’apprendimento non diagnosticati o non adeguatamente supportati nel corso della precedente carriera scolastica. In questo contesto, il progetto che ha originato il fumetto, rappresenta una forte, concreta, azione di contrasto a queste difficoltà e al disagio vissuto dagli studenti dell’Istituto. “Un progetto estremamente importante – ha sottolineato Patriarca salutando i presenti – soprattutto per tutte le sinergie che sono state messe in campo e che hanno permesso di produrre quest’opera grazie alla collaborazione fra studenti, docenti e professionisti”.
“Psicologi nel mondo ODV – Torino” e finanziato dalla Città attraverso Avviso pubblico, con l’obiettivo di sostenere le attività svolte da organizzazioni e associazioni del terzo settore che promuovono percorsi di inclusione fra culture diverse e per contrastare situazioni di intolleranza, razzismo, estremismo, fragilità e marginalità. In particolare il progetto, che si propone di favorire la crescita individuale e collettiva di giovani di origine straniera come cittadini, si è sviluppato attraverso tre incontri con gli studenti delle classi quarte dell’anno scolastico in corso, due con una classe quinta e tre con gli insegnanti delle classi coinvolte, con un focus preciso sull’ascolto delle difficoltà incontrate dagli studenti nell’approccio con la scuola e con il proprio futuro. Va detto che l’Istituto d’istruzione superiore “Romolo Zerboni”, opera nella periferia nord di Torino, all’interno del quartiere di Borgo Vittoria, in Circoscrizione 5, una delle zone maggiormente caratterizzata dai classici problemi della periferia, con un bacino di utenza proveniente in gran parte dai quartieri a più alta densità d’immigrazione extracomunitaria di prima e seconda generazione. Difficoltà che si sommano al crescente diffuso disagio scolastico che si manifesta spesso in difficoltà di apprendimento, con studenti con bisogni educativi speciali ed altri con disturbi dell’apprendimento non diagnosticati o non adeguatamente supportati nel corso della precedente carriera scolastica. In questo contesto, il progetto che ha originato il fumetto, rappresenta una forte, concreta, azione di contrasto a queste difficoltà e al disagio vissuto dagli studenti dell’Istituto. “Un progetto estremamente importante – ha sottolineato Patriarca salutando i presenti – soprattutto per tutte le sinergie che sono state messe in campo e che hanno permesso di produrre quest’opera grazie alla collaborazione fra studenti, docenti e professionisti”.Marcello Longhin
