E’ stata un’occasione “per fare memoria”, per rivedere Torino com’era, non nei secoli passati ma soltanto venti o trent’anni fa. Attraverso la presentazione del progetto “Immagini del cambiamento”, realizzato da Luca Davico per gli 80 anni dell’Associazione Costruttori, le commissioni Cultura e Urbanistica riunite in modo congiunto sotto la presidenza di Lorenza Patriarca, hanno ripercorso circa tre decenni della storia urbanistica della città, narrata dall’autore stesso.
Grandi trasformazioni di edifici e strade legate al piano regolatore del 1995 (che rappresentano anche spunti di riflessione per il documento urbanistico della città, attualmente in discussione) ma anche trasformazioni di piccoli ambiti. Il tutto raccontato attraverso le fotografie “del prima” e del “dopo”, per dare l’idea di come sia cambiata la città, al di là dei giudizi. Tra le grandi trasfo

rmazioni, ovviamente il viale della Spina, quel corso Venezia e quel corso Principe Oddone attraversate dalla ferrovia Torino Milano in superficie, un contesto urbanistico inimmaginabile e impensabile per i trentenni di oggi, o la realtà di piazze “parcheggi” ancora presenti ad inizio anni ‘90 diventate auliche aree pedonali (si pensi solo a piazza Palazzo di Città o piazza Castello e la piazzetta Reale).
Nel corso della Commissione, è stato evidenziato come ogni grande trasformazione abbia portato con sé nuove aree verdi e nuovi parchi, oltre a servizi, zone residenziali, commerciali, industrie, uffici ma anche come abbia lasciato qualche vuoto urbano.
Il progetto “Immagini del cambiamento” “prova a oggettivare le memorie, evidenzia esiti delle trasformazioni e pone le basi per un dibattito maturo e consapevole”. Finora sono stati analizzati oltre 2000 luoghi fra Torino e prima cintura, attraverso un progetto partecipato che ha coinvolto oltre duecento attori, tra enti e privati cittadini. Vengono accostate fotografie d’archivio (o di pochi anni fa) a scatti contemporanei realizzati esattamente dallo stesso punto di vista perché si possano osservare fenomeni che spesso sfuggono alla nostra percezione quotidiana, poiché avvengono lentamente.
L’intero progetto è raccontato sul sito www.immaginidelcambiamento.it
(F.D’A.)
