Non solo autisti per il rilancio di Gtt

Manutenzione ad un bus nel deposito di Venaria

Azioni per l’immediato e per il medio periodo, con nuove assunzioni, accordi per la gestione dei turni, cyber security, monitoraggio piano industriale e rapporti con Città di Torino e InfraTo, flotta e manutenzione, oltre, fra l’altro, il progetto pensiline. Sono solo alcuni degli argomenti che il nuovo amministratore delegato di Gtt, Guido Mulè, ha illustrato, questo pomeriggio, nel corso della riunione della commissione Trasporti, presieduta da Tony Ledda.

Un’ora fitta di informazioni illustrate a consigliere e consiglieri relative all’attività svolta in meno di un mese dall’insediamento  a partire dalla situazione del personale, in particolare i conducenti, oggi 1928, con il 31% con età media vicina ai 60 anni, e un pensionamento costante negli ultimi anni, senza che sia stato possibile prevedere un adeguato turn over.

Occorreva prevedere un correttivo con l’inserimento in azienda di 225 autisti ma, nel contempo, era necessario rendere attrattivo il mestiere di conducente di autobus, tenendo in considerazione livelli di stress e salari, ha sottolineato Mulé.  Grazie agli incentivi per l’acquisizione della patente e un bonus vincolato alla permanenza in Gtt di cinque anni, le domande degli aspiranti conducenti, in pochi giorni, hanno raggiunto quota 1040, con la scadenza di presentazione fissata il 12 luglio. Le assunzioni tra fine anno e i primi mesi del prossimo.

Con i sindacati è inoltre in corso un dialogo per una nuova impostazione dei turni che consentano, oltre all’efficienza del servizio, anche una migliore gestione del tempo per la gestione familiare.

Ma non basta un organico adeguato se mancano i mezzi. Mulè ha evidenziato come in circolazione vi siano 743 bus (379 a gasolio, 186 a metano, 178 elettrici. Entro un anno e mezzo, diminuiranno quelli a gasolio (153), saliranno a 186 quelli a metano e a 404 quelli elettrici.

In vista del consistente passaggio a mezzi elettrici, si renderà necessario infrastrutturare i depositi con colonnine di ricarica per scongiurare il rischio di avere i bus fermi. A fine 2026, saranno invece 199 i tram circolanti.

Per assicurare maggiore efficienza del servizio, ha affermato ancora Mulè, bisogna intervenire per ridurre drasticamente i tempi di manutenzione, riorganizzando gli approvvigionamenti di ricambi e i magazzini, perché possa esserci il più possibile corrispondenza fra mezzi giornalmente programmati e mezzi realmente in circolazione.

L’ad ha quindi tracciato un quadro degli altri servizi in capo all’azienda di trasporto, dai parcheggi in struttura, alla metro, al progetto pensiline (più pulite e più vivibili attirano maggiore pubblicità), alle scale mobili. A questo proposito, ha annunciato alcuni importanti interventi entro il mese di luglio che permetteranno di riportare le scale mobili completamente funzionanti: Bengasi, Massaua, Bernini, Nizza, Principi d’Acaja, Porta Nuova, Carducci.

Federico D’Agostino