Piano Regolatore, aggiornamenti in commissione Urbanistica

Aree fluviali e zona collinare, strategiche nella progettazione di una città ecosostenibile

Ancora un incontro tra la commissione Urbanistica e l’assessore Paolo Mazzoleni, oggi a Palazzo Civico, per proseguire il percorso di condivisione nell’elaborazione di quello che sarà il nuovo Piano Regolatore Generale (PRG) di Torino, a circa trent’anni dal varo di quello attualmente in vigore. Mazzoleni, nel corso della riunione presieduta da Tony Ledda, si è soffermato sulla time line del PRG, per la quale l’anno in corso è dedicato alla preparazione del progetto preliminare, il quale sarà poi discusso dal Consiglio comunale, che sancirà la sua adozione, nei primi mesi del 2026: un processo che sarà scandito da altri tre incontri con la commissione Urbanistica. L’orizzonte temporale dell’approvazione definitiva del nuovo Piano Regolatore, che vedrà successivi passaggi anche con la Regione Piemonte, in sede di Conferenza di copianificazione, potrebbe coincidere con la fine dell’attuale mandato amministravo (primavera del 2027): ma potrebbero anche essere più lunghi.

Il nuovo Piano, ha spiegato Mazzoleni, sarà all’insegna non dell’espansione, bensì della trasformazione, della rigenerazione e del riuso del territorio, diversamente da quello precedente che ad esempio vedeva il suo fulcro nel riempimento di enormi spazi urbani vuoti (Passante Ferroviario, zona industriale Michelin-Ferriere ecc.). Verrà introdotta la nuova categoria di F.R.U.,  Figure di Ricomposizione Urbana (come quella denominata San Paolo/Lesna, lungo la  ferrovia verso la Francia, oppure quella “Settembrini”, sostanzialmente l’area ex Fiat Mirafiori) le quali saranno oggetto di piani attuativi per individuare eventuali nuovi assetti delle aree  con assoggettamenti, cessioni o altri strumenti.

Le F.R.U. individuate dal progetto preliminare del nuovo Piano regolatore

L’idea è quella di una città di quartieri vivi e connessi, accessibile e sostenibile. L’azzonamento è uno dei punti centrali, ovvero una zonizzazione aggiornata che punti a un sistema interconnesso di centralità di quartiere, individuando circa 35 di questi ultimi. Territori omogenei con una popolazione dai 6mila ai 55mila residenti, non unità amministrative (resteranno le Circoscrizioni) ma aree individuate allo scopo di valorizzarne la centralità, progettare spazi pubblici di qualità, fissare standard urbanistici per garantire un accesso equo a servizi e spazi verdi.

Grande attenzione verrà riservate agli spazi ecosistemici come le aree fluviali e collinari, così come al tema della permeabilizzazione del suolo. Se la normativa prevede che i piani regolatori siano stilati su base comunale, ha sottolineato Mazzoleni, resta il fatto che occorre una pianificazione congiunta delle aree di sviluppo strategiche tra città limitrofe, con hub intermodali, mobilità coordinata su scala metropolitana, politiche ecologiche condivise.

Dopo l’ampia relazione dell’assessore, sono intervenuti con domande e osservazioni i consiglieri e consigliere Firrao, Greco, Ciampolini, Russi, Viale, Busconi, Patriarca, Garione, Crema e Magazzù oltre a rappresentanti di LegAmbiente e del comitato Un Altro Piano Per Torino.

 (C.R.)

(Immagini tratte dalla presentazione effettuata nel corso della riunione della II commissione Urbanistica)