Poem, una macchina del pensare che unisce mente e corpo

Il regista Gabriele Vacis e rappresentanti del gruppo Poem – Potenziali Evocati Multimediali sono intervenuti nella seduta del 18 febbraio 2026 della Quinta Commissione, presieduta da Lorenza Patriarca (PD).

Vacis ha spiegato che il progetto è nato quattro anni fa, da una classe che si è diplomata alla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino nel 2021 e che ha poi avviato un’impresa sociale, una “macchina del pensare” che unisce mente e corpo, di cui sono soci dodici giovani attori e attrici, lo stesso Gabriele Vacis e Roberto Tarasco.

Vacis si è quindi soffermato sul concetto di narrazione e sulla collaborazione con le Istituzioni, culturali, ma non solo.

Realtà, verità e consapevolezza – ha affermato – sono la chiave per scacciare paure e solitudine.

Oggi viviamo nell’epoca dell’intrattenimento a getto continuo, ma serve una maggiore “awareness” (“consapevolezza”) per fare cultura – ha spiegato.

E le istituzioni culturali devono essere più accessibili: i supermercati sono aperti anche di notte, perché il Teatro Regio no? – ha domandato.

Eva Meskhi e Lorenzo Tombesi hanno quindi illustrato le attività di Poem, una delle compagnie italiane con attori e attrici più giovani. Tra queste, c’è il laboratorio “Sguardi aperti”, che si svolge gratuitamente tutti i sabati, per due ore, al Polo del ’900 di Torino, senza vincoli di frequenza e di età, che ha raccolto più di 600 adesioni: un tempo libero per ricerca, studio e consapevolezza, e per fare rete e creare ponti, sul modello del Teatro Laboratorio Settimo, nato cinquant’anni fa.

Nel dibattito in Commissione, Lorenza Patriarca (PD) ha evidenziato il fondamentale ruolo educativo del teatro.

Il teatro, così come la politica, ha il compito di creare ponti e relazioni – ha aggiunto Caterina Greco (PD).

Massimiliano Quirico