Nella seduta del 16 luglio 2025 delle Commissioni Quarta e Seconda, presieduta da Vincenzo Camarda (PD), è stata nuovamente discussa la proposta di deliberazione di iniziativa popolare “Nuove tutele per il diritto alla casa – censimento e restituzione alla Città di alloggi in stato di non uso”, in passato oggetto di parere tecnico negativo da parte degli Uffici comunali e “sospesa” in Commissione.
La presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, ha ringraziato i primi firmatari della proposta per il lavoro svolto, partito “dal basso”, che ha contribuito anche alla redazione del Piano dell’Abitare, recentemente approvato dalla Sala Rossa.
Rocco Albanese, tra i primi tre firmatari dell’atto, ha spiegato che, dopo la presentazione della deliberazione nel “Diritto di Tribuna” del 6 novembre 2024 e la successiva audizione in Commissione del 12 febbraio 2024, “sono successe tante cose”.
Il diritto all’abitare – ha detto – è stato messo al centro del dibattito cittadino e l’approvazione del Piano dell’Abitare non era facilmente prevedibile un anno e mezzo fa. Per riempire i “vuoti edilizi” – ha affermato – accanto alla leva degli incentivi, è però possibile utilizzare un’altra leva: quella dei disincentivi, in maniera graduale e crescente, intervenendo sul Regolamento edilizio, con sanzioni per i grandi proprietari immobiliari che tengono i loro beni di stato di “ingiustificato abbandono”.
Nel dibattito in Commissione, Claudio Cerrato (PD) ha elogiato l’importante lavoro politico svolto dal gruppo di “Vuoti a rendere”, che ha messo l’abitare al centro del dibattito cittadino. Ha però espresso un parere politico negativo sulla requisizione degli immobili in stato di ingiustificato abbandono.
Il tema riguarda la quotidianità della vita – ha detto Sara Diena (Sinistra Ecologista), auspicando che l’atto, seppur depotenziato da emendamenti, venga approvato, per intraprendere un ambizioso percorso di tutela del diritto all’abitare. Ha quindi ribadito che la requisizione è uno strumento di cui il Comune di Torino può avvalersi in caso di necessità.
Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha espresso contrarietà all’atto: bisogna incentivare, non disincentivare – ha affermato – e investire in edilizia pubblica e servizi per promuovere il diritto all’abitare.
Forza Italia non voterà mai un testo simile: siamo per tutelare e difendere la proprietà privata – ha dichiarato Federica Scanderebech (Forza Italia), domandandosi come sia possibile censire le proprietà private sfitte e vuote, nel rispetto della legge, e auspicando un confronto con tutte le parti coinvolte.
Andrea Russi (M5S) ha dichiarato che il suo Gruppo ha deciso di “sostenere in pieno, totalmente, in ogni suo punto” la deliberazione, per non lasciare nessuno indietro, annunciando la propria disponibilità a proporre eventuali emendamenti.
Come Gruppo politico abbiamo sempre difeso il diritto alla proprietà e non crediamo all’esproprio proletario – ha affermato Ivana Garione (Moderati), esprimendo anche dubbi sulla definizione di “grandi proprietari”. Voteremo contro, se il testo non verrà modificato – ha concluso.
Come Lista civica Torino Domani consideriamo l’abitare una sfida sociale ed economica per lo sviluppo della città, ragionando sugli incentivi, e troviamo molto interessante lo studio delle leve dei disincentivi nelle politiche pubbliche per non tenere vuote le case – ha detto Tiziana Ciampolini (Torino Domani).
La discussione non nasce adesso, ma accompagna da trent’anni tutte le Amministrazioni – ha evidenziato Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani), ricordando le “cose fatte dall’Amministrazione Fassino” e quelle “non fatte dall’Amministrazione Appendino”. Tenere un appartamento vuoto è una scelta in un sistema liberale e democratico – ha affermato – anche perché in un Paese normale si può affittare e avere un appartamento libero in tempi stabiliti, mentre oggi in Italia è molto difficile. Anche nei Paesi socialisti le case non vengono requisite, ma costruite – ha concluso, spiegando che a Torino bisogna aumentare l’offerta immobiliare, non requisire gli immobili non in uso, e annunciando il suo voto contrario.
Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha ringraziato enti e associazioni per il lavoro, che ha permesso un’ampia riflessione. Siamo estremamente sensibili al tema dell’abitazione e di chi non può permettersi una casa o non trova una casa in affitto – ha dichiarato – ma i processi vanno accompagnati, senza contrapposizioni ideologiche tra proprietari e inquilini, ad esempio favorendo le co-abitazioni e la figura dell’amministrazione di condominio solidale e incentivando le attività di Locare.
È stato molto importante e utile avere posto in maniera forte l’attenzione sul tema della casa – ha affermato l’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli – e dobbiamo dare risposte prima che sia troppo tardi, superando pregiudizi e paure. Ha quindi detto che la deliberazione “non è un attentato ai valori costituzionali di tutela della proprietà privata”, ma riguarda un “esercizio di responsabilità nel nome di un interesse pubblico”.
Le uniche politiche che possono ottenere risultati sono quelle multifattoriali integrate – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, auspicando interventi per integrare il testo della deliberazione e superare i pareri negativi. Ha quindi affermato che sarebbe meglio non modificare l’attuale Regolamento edilizio, ma intervenire sul nuovo.
Il provvedimento è stato liberato per l’aula e verrà quindi esaminato dal Consiglio Comunale di Torino.
Massimiliano Quirico
