Diciamo la verità, oggi sono in pochissimi a ricordarsi di Giovanni Angelo Reycend, qui a Torino. Anche la via che si trova nella periferia settentrionale della città, tra corso Grosseto e via Paolo Veronese, è in realtà intitolata a suo cugino Enrico, pittore paesaggista.
Eppure, Giovanni Angelo Reycend, classe 1843, fu una delle figure più eminenti dell’amministrazione cittadina tra il 1888 e il 1905, dapprima consigliere in Sala Rossa, eletto nella lista liberale con circa 8500 voti, poi assessore con deleghe quali Istruzione, Lavori Pubblici, Catasto e Imposte, Polizia. Fu anche direttore di quella Regia Scuola di Applicazione destinata a un luminoso futuro come Politecnico di Torino, denominazione assunta nel 1906.
L’ingegner Reycend ebbe una parte più che rilevante nella pianificazione urbanistica – come gli ampliamenti dell’Oltre Dora – e lasciò il proprio segno anche nella progettazione architettonica del capoluogo subalpino: a lui si deve, per fare un esempio, il progetto dall’imponente chiesa di Nostra Signora della Salute, tuttora fulcro di Borgo Vittoria. Da assessore ai Lavori Pubblici, dedicò grande attenzione al recupero di porzioni degradate del centro cittadino, quali l’isolato San Lazzaro ma anche a opere di grande impatto urbanistico come la “diagonale Pietro Micca”, tra le piazza Solferino e Castello. L’urbanistica era veramente al centro della sua vita, visto che la moglie, Angelina Mosca, era la nipote dell’ingegner Carlo B. Mosca, autore del ponte omonimo che scavalca la Dora: ma l’ingegnere era anche un docente, per cui si occupò molto anche della formazione e istruzione, promuovendo la fondazione dell’Istituto professionale operaio.

Si trattò di una struttura educativa fondamentale nel quadro di rapida industrializzazione della Torino a cavallo tra Otto e Novecento, nella quale confluirono prestigiose istituzioni educative quali la Scuola di Arti e Mestieri, la Scuola serale di Disegno e la Scuola di chimica Cavour.
Sono vicende che il volume 1888-1905. Giovanni Angelo Reycend amministratore comunale, pubblicato nella collana degli Atti consiliari – Serie storica, contribuisce a conservare per la Storia. Il libro è disponibile presso l’Archivio Storico della Città di Torino: scritto da Elena Gianasso con una premessa di Costanza Roggero Bardelli, è dotato di un ricco apparato iconografico, oltre che di numerosi documenti. Il lavoro di ricerca effettuato ripercorre diciotto anni di intensa attività amministrativa, nella quale si riflette quella che fu la rapida crescita di una città la quale, perso il ruolo di capitale, si era ormai avviata a divenire uno dei principali poli dell’industria nazionale, soprattutto nel settore metalmeccanico.
(Claudio Raffaelli)
