Scienza, arte e tecnologie per una medicina a misura di donna

Nella seduta del 31 ottobre 2025 delle Commissioni Quarta e Diritti e pari opportunità, presieduta da Vincenzo Camarda (PD) è stata audita la Fondazione Medicina a misura di donna onlus.
La presidente Chiara Benedetto ha ringraziato per l’invito in Commissione e ha illustrato le attività della Fondazione, istituita 16 anni fa.
L’ente è nato – ha spiegato – dall’esperienza di alcune donne all’ospedale Sant’Anna di Torino e dall’analisi concreta dei bisogni femminili. Anche se – ha evidenziato – il ruolo degli uomini è fondamentale per promuovere una medicina a misura di donna.
All’insegna di scienza, arte e tecnologia, la Fondazione – ha continuato la presidente – opera per dare supporto alla ricerca, alla formazione e all’aggiornamento del personale delle strutture sanitarie, in un’ottica di genere, soprattutto per quanto riguarda la “medicina di precisione”, e per promuovere l’umanizzazione degli spazi di cura, rendendoli più accoglienti e sicuri.
Collabora con Istituzioni ed enti del territorio. È attiva ad esempio una partnership con il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli per favorire esperienze di “arte partecipata” nei luoghi di cura, come è avvenuto all’ospedale Sant’Anna, dove ha realizzato un’opera anche l’artista Michelangelo Pistoletto.
È stato creato anche un “passaporto culturale” per stimolare bambine e bambini nei primi mille giorni di vita, nella convinzione che l’arte può promuovere salute e benessere.
È stato poi avviato il progetto “Vitamine musicali” per organizzare concerti dal vivo in favore delle pazienti e del personale degli ospedali. Sinora sono stati promossi oltre 500 concerti dal vivo.
Si favorisce anche la pratica della danza con il progetto “Balla Torino”.
Inoltre, la Fondazione ha donato nuove attrezzature e tecnologie avanzate agli ospedali, tra cui diversi ecografi, colposcopi e colonne laporoscopiche, e arredi medicali, come lettini da visita per donne obese e culle neonatali da attaccare ai letti delle mamme.
Infine, la Fondazione svolge attività di informazione ed empowerment della popolazione, soprattutto per favorire la prevenzione e la preservazione della fertilità. Ad esempio, è stata installata una panchina gialla (una “Endopank”) all’ospedale Molinette per sensibilizzare sull’endometriosi.
Il cambiamento è possibile – ha concluso Chiara Benedetto – ma va fatto insieme, con la collaborazione di tutti e tutte, creando reti e collaborazioni. La salute della donna – ha detto – è la salute di tutta la società.
Nel dibattito in Commissione, Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha ringraziato la Fondazione per il poderoso lavoro svolto e ha auspicato interventi “a misura di donna” nel nuovo Piano Socio-sanitario piemontese e ulteriori confronti con l’Amministrazione regionale.
Fondamentale, oltre alla pratica, favorire anche la formazione del personale sanitario in un’ottica di genere – ha ribadito Luca Pidello (PD).
Si sta valorizzando molto l’Ostetricia, ma sono in aumento le donne che non fanno figli e occorre potenziare anche la Ginecologia – ha affermato Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani), augurando sempre maggiore successo alla Fondazione, eccellenza torinese.
Tutti gli interventi non clinici, come quelli culturali, migliorano la salute delle pazienti – ha evidenziato Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima).
Torino ha aderito al progetto “Città Sane” – ha ricordato Pietro Tuttolomondo (PD) – e dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme per promuovere il benessere collettivo, anche con interventi culturali.
Massimiliano Quirico