Per una volta cominciamo dalla fine, dalle presentazioni: Luca Davico sociologo urbano, Francesco Fiermonte architetto, Stefano Garzaro autore di indagini sulle comunità urbane, Giorgio Manduca docente di Lingua e letteratura italiana all’istituto di istruzione superiore “Albe Steiner” e Sara Racca linguista, sono il gruppo di lavoro invitato dalla presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo all’incontro tenutosi presso lo stand della Città, al Salone del Libro, per presentare il libro “Strada per strada – Memoria e toponomastica politica a Torino”. Tutti insieme hanno collaborato al progetto voluto dal DIST, il Dipartimento interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio di Politecnico e Università, per realizzare la #ricerca, diventata #libro, iniziata nell’autunno dell’anno scorso e basata su analisi e riflessioni inerenti il tema delle intitolazioni di carattere sociopolitico in #toponomastica e su quale influenza abbiano sulla vita quotidiana. Come hanno spiegato durante l’incontro, nello specifico il lavoro è diviso in due parti: la prima parte si occupa di spiegare chi decide i toponimi, con quali motivazioni e quali sono i grandi gruppi (città, donne, poeti, politici, musicisti…) che si dividono le varie intitolazioni a #Torino, dalla fine dell’Ottocento ad oggi. Una seconda parte è, invece, dedicata alla percezione che hanno i torinesi dei vari toponimi, il linguaggio con cui vengono percepiti, riconosciuti e definiti, la mappatura e le curiosità riguardanti la toponomastica torinese. Il lavoro di ricerca è iniziato classificando le intitolazioni, quantificandone numero e tipo nelle varie epoche, raccogliendo testimonianze storiche, leggendo documenti e verbali. Sono seguite le interviste ai membri della Commissione toponomastica e si è concluso con il riassunto dei dati e la prospettiva di renderli pubblici.
Durante l’incontro, oltre alla ricostruzione del percorso che ha portato alla realizzazione del volume, spazio per l’aneddotica: via Parigi a Torino è mai esistita? La piazza al confine con Moncalieri si pronuncia Bèngasi o Bengàsi? Il lessicografo ricordato sulla targa è Alessandro Pedrocchi o Policarpo petrocchi? Quindi le conclusioni di Maria Grazia Grippo, convinta del prezioso contributo che questo libro può portare nello svelare il complicato lavoro della Commissione toponomastica e su cui nessuno si interroga mai. Per andare oltre il poco interesse e la lettura distratta del nome posto su una targa che indica la via, il riconoscimento dei percorsi che contribuiscono a costruire quella che diventa una sorta di memoria collettiva della città.
Progetto e libro si trovano qui: https://stradaperstrada.polito.it
