Seicentomila. Tante sarebbero le vittime di un bombardamento nucleare su Torino, effettuato con un unico ordigno di classe Little Boy o W-76. Circa 250mila di noi morirebbero, inceneriti dall’esplosione, vaporizzati dall’onda di calore o sepolti sotto le macerie: e forse non sarebbero i più sfortunati, a fronte di altre centinaia di migliaia di persone orrendamente devastate da ustioni e contaminazione da radiazioni.
Non accadrà. O meglio, non accadrà domani. Certamente, però, appare cosa ormai lontana il sospiro di sollievo collettivo risuonato alla fine della Guerra Fredda, che secondo molti avrebbe portato a una pace definitiva, almeno per l’Europa, con conflitti regionali relegati in aree marginali del pianeta, secondo una concezione eurocentrica (e tutto sommato cinica) destinate a fungere da camera di decompressione delle tensioni internazionali.
Oggi, l’incubo si riaffaccia, come una mano putrida da sotto il letto nei sogni agitati di un bimbo impaurito: il ricorso alle armi nucleari sembra divenuto nuovamente un’opzione possibile, mentre cronache di guerra drammatiche riempiono i notiziari e già si profila una corsa al riarmo (convenzionale e no) quale non si vedeva da vari decenni.
In questo scenario, la mostra inaugurata presso il salone La Nave del Parco Le Serre a Grugliasco, a poca distanza da Torino, risulta ancora più attuale, anzi necessaria. Come un grido di angoscia e al tempo un gesto di speranza, “Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero di armi nucleari” attende i visitatori fino al 10 aprile.
L’ingresso è gratuito, con orario 9-19 dal lunedì al venerdì e 10-20 il sabato e domenica. Installazioni video (come quella della citata simulazione del bombardamenti nucleare di Torino), documenti, video con testimonianze di sopravvissuti alle stragi atomiche di Hiroshima e Nagasaki, installazioni interattive quali il Tunnel dell’intenzione, un microfono al quale affidare una riflessione sul tema della mostra che verrà automaticamente trascritta su monitor… Tutto per aiutare a sapere, capire e magari superare il proprio senso di impotenza unendosi allo sforzo collettivo per la pace e contro uso e proliferazione di quelle armi la cui sola esistenza mette in pericolo ciascuno di noi.
L’esposizione è un’iniziativa della Fondazione Be the Hope: realizzata con i fondi dell’8×1000 dell’Istituto Buddista Soka Gakkai, ha ricevuto sostegno e patrocinio da varie istituzioni, tra le quali la Città di Torino.
Il consigliere Cerrato in platea durante l’inaugurazione
Affollatissima la sala durante la presentazione della mostra, e numerose anche le autorità presenti, con il sindaco di Grugliasco, Emanuele Gaito, la vicesindaca Michela Favaro e il consigliere Claudio Cerrato in rappresentanza della Città di Torino e del suo Consiglio comunale.
Per la Regione Piemonte, erano in sala il presidente Alberto Cirio e Davide Nicco presidente dell’assemblea di Palazzo Lascaris. Poi Jacopo Suppo per la Città Metropolitana di Torino, Valentino Castellani per il Comitato Interfedi, don Luigi Ciotti, la rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi e molti altri.
Successivamente all’inaugurazione, la mostra è stata visitata anche dalla presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, la quale ha voluto ricordare come l’assemblea di Palazzo Civico abbia assunto negli ultimi anni varie prese di posizione contro la proliferazione delle armi atomiche e il loro possibile uso, un pericolo tornato angosciantemente alla ribalta in questa drammatica fase storica.
La presidente Grippo in visita alla mostra
Nel giugno del 2022, il Consiglio Comunale aveva in particolare aderito alla campagna “Italia, Ripensaci” – promossa dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e da “Senzatomica” – nonché all’Appello delle Città (Cities Appeal) diffuso in tutto il mondo dall’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons – ICAN (Premio Nobel per la Pace 2017). La stessa presidente Grippo, con altri e altre esponenti della Sala Rossa, ha più volte incontrato esponenti dei movimenti contro le armi nucleari, partecipando anche a vari presìdi e iniziative di sensibilizzazione.