Declinare il Piano metropolitano dell’economia sociale per la Città di Torino. È quanto chiede una mozione (prima firmataria: Tiziana Ciampolini – Torino Domani) presentata nella seduta del 14 gennaio 2026 delle Commissioni Terza e Quarta, presieduta da Pierino Crema (PD).
È un atto importante – ha spiegato la presentatrice del documento – che riguarda un tema non ancora entrato nel pieno del dibattito politico. Riguarda lo sviluppo e la competitività del territorio e la coesione sociale – ha affermato.
L’Italia – ha precisato Tiziana Ciampolini – sta sviluppando un Piano dell’Economia sociale a partire da una raccomandazione europea del 2023 per trovare nuove soluzioni a lacerazioni sociali e povertà, non delegando il tema solo al terzo settore, e la Città Metropolitana di Torino è stata tra le prime in Italia a decidere di costruire e adottare un Piano per l’economia Sociale.
È una questione di metodo e prospettiva – ha spiegato la consigliera – che richiede una declinazione a livello cittadino, anche considerando il fatto che Torino ha una tradizione di lungo periodo nel collegare politiche sociali, sviluppo economico e rigenerazione urbana e ha già avviato varie sperimentazioni, oltre a ospitare il Competence Center nazionale per l’Innovazione sociale.
In particolare, la mozione chiede di organizzare, entro il primo semestre 2026, un momento pubblico di presentazione e confronto in sede di Consiglio Comunale sul Piano nazionale per l’economia sociale e sul Piano metropolitano per l’economia sociale. Chiede altresì di riconoscere le politiche del cibo come componente strutturale dell’economia sociale cittadina e di valorizzare il ruolo del Competence Center per l’Innovazione sociale e di Torino Social Impact.
Nel dibattito in Commissione, Ferrante De Benedictis (FD) ha sottolineato che l’economia non risponde più ai bisogni delle persone e che non si devono dare contributi per delocalizzare le aziende, ma rafforzare il radicamento del capitale sul territorio. Ha quindi auspicato che il Comune di Torino vari un Piano per l’economia sociale.
Per Pietro Abbruzzese (Torino Bellissima) servono parametri aziendali efficaci e riconosciuti da tutti per incentivare le aziende a investire nel sociale.
Dobbiamo promuovere modelli di sviluppo equi e sostenibili – ha ribadito Caterina Greco (PD) – declinando l’economia in maniera sociale e come leva di sviluppo. La consigliera ha quindi chiesto di evitare sovrapposizioni con il Piano metropolitano.
Il Comune di Torino è già stato coinvolto dalla Città Metropolitana – ha affermato Claudio Cerrato (PD), che ha sottoscritto l’atto – e occorre sviluppare i percorsi avviati, che si fondano su valori che hanno fatto la storia di Torino, rafforzando la vocazione sociale e l’attenzione al sociale del nostro comparto manifatturiero e mettendo a sistema le sperimentazioni che hanno avuto esito positivo.
Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) ha proposto una riunione di Commissione congiunta con la Città Metropolitana.
Torino ha fatto moltissimo nel settore – ha rimarcato Lorenza Patriarca (PD) – ma sono necessari strumenti di pianificazione.
Secondo Valentino Magazzù (PD) occorre anche valorizzare le società benefit.
Per anni il Sociale è stato considerato un costo, un peso e ora è diventato un business e uno strumento di crescita del territorio – ha affermato Pierino Crema (PD). Richiede però – ha aggiunto – anche investimenti da parte della Pubblica Amministrazione.
L’assessora all’Innovazione Chiara Foglietta ha proposto un approfondimento del lavoro svolto dalla Città Metropolitana e su quanto già messo in campo dal Comune di Torino.
La vicesindaca Michela Favaro ha annunciato il coinvolgimento degli stakeholder sulle tematiche del costo del lavoro a partire dal prossimo mese di febbraio, per promuovere non solo ricchezza, ma anche giustizia sociale e benessere diffuso e per rendere la città più attrattiva per aziende qualificate.
Il documento è stato liberato per l’aula, ma verrà ulteriormente approfondito in altre riunioni di Commissione.
Massimiliano Quirico
