“Un Viaggio Inciso nell’Anima”: alla GAM l’arte diventa spazio di cura e identità

La presidente del Consiglio comunale di Torino, Maria Grazia Grippo (al centro) con Colette Meffire, presidente dell'associazione Mosaico. Photo credit: Gianluca Minuto.

Un percorso artistico ed educativo che mette al centro la persona, la memoria e la trasformazione. Con “Un Viaggio Inciso nell’Anima”, la Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino avvia un nuovo progetto dedicato all’Associazione Mosaico – Azioni per i rifugiati, consolidando una collaborazione attiva da tre anni orientata all’inclusione e al dialogo interculturale. L’iniziativa si inserisce nell’ambito della mostra ‘Elisabetta Di Maggio. Frangibile’ e rientra nel piano sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dal Ministero della Cultura. Un progetto nato dal riconoscimento della centralità dei temi del viaggio, del mutamento e della ricerca di un nuovo “luogo” nell’esperienza delle persone rifugiate. L’arte, intesa come primo linguaggio universale, diventa così spazio di incontro e relazione, dove la differenza è accolta come risorsa e occasione di crescita; un percorso articolato in quattro incontri presso il Dipartimento Educazione GAM, dove il gruppo ha attraversato un processo di conoscenza, condivisione e creazione concluso il 28 febbraio con l’esposizione della mappa collettiva – una nuova e unica mappa di Torino – e con un momento pubblico di restituzione. Dopo la visita guidata alla mostra, l’introduzione a cura di Gam e Studio EducArte e le conclusioni  di Mosaico è intervenuta Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio Comunale di Torino. L’esperienza  conferma la trasformazione in atto nei musei contemporanei: da luoghi di conservazione a spazi di relazione, inclusione e contrasto all’isolamento. Da quest’anno l’arte entra ufficialmente tra gli strumenti di cura: il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute hanno approvato un protocollo che riconosce il potenziale terapeutico delle esperienze artistiche. “Un Viaggio Inciso nell’Anima” non è stato soltanto un laboratorio creativo, ma un processo di ascolto, empatia e condivisione.

(R.T.)