Il Consiglio comunale ha approvato, ieri pomeriggio, un’articolata mozione riguardante il tema del disagio giovanile declinato, in particolare, sulla questione inerente l’intersecazione tra le famiglie e l’uso consapevole dei social network. Nel dettaglio, il documento presentato da Abdullahi Ahmed (PD) impegna Sindaco e Giunta comunale a promuovere l’utilizzo consapevole dei social network attraverso campagne di sensibilizzazione che coinvolgano influencer positivi, personaggi sportivi, della musica e dello spettacolo. Soprattutto, nella zona nord di Torino, artisti rap locali per cambiare la narrazione di un’area spesso identificata come marginalizzata, trasformando il palco virtuale dei social in uno spazio reale, condiviso con la comunità. Il consigliere chiede poi di promuovere l’associazionismo giovanile attraverso percorsi di cultura, orientamento e legalità e l’utilizzo di spazi accessibili alle associazioni impegnate concretamente sul territorio, anche mediante l’uso di edifici pubblici poco utilizzati, per ridurre i costi di gestione. Altro elemento cardine della proposta di Abdullahi Ahmed riguarda la scuola, impegnando Sindaco e Giunta, da un lato ad aprire un Tavolo sull’orientamento scolastico per giovani di seconda generazione, dall’altro a promuovere l’utilizzo degli edifici scolastici per attività associative e educative, attraverso la promozione di Patti educativi di comunità che prevedano la collaborazione tra le scuole e le associazioni, favorendo l’utilizzo dei locali scolastici, anche durante il fine settimana, per attività educative, sociali o culturali. La mozione propone anche una mappatura delle agenzie educative e delle associazioni del volontariato sociale operanti sul territorio, per realizzare una rete che faciliti l’accesso ai servizi da parte di studenti e famiglie, favorendo così percorsi di partecipazione attiva. Infine, la proposta di valorizzare sport alternativi al calcio come strumento di inclusione sociale, in grado di contrastare comportamenti aggressivi e aspettative illusorie, anche attraverso il sostegno economico a strutture e impianti sportivi, ancora in difficoltà a seguito della pandemia, gestiti da realtà no profit, quali oratori e associazioni dilettantistiche, e l’incentivazione di progetti che garantiscano attività aggregative e formative. Nel presentare il documento, Abdullahi Ahmed ha sottolineato come il crescente e preoccupante aumento di forme diverse di malessere e disagio tra gli adolescenti, quali le dipendenze digitali, i disturbi alimentari e il cyberbullismo, rendono prioritari interventi di contrasto alla povertà educativa e al disagio giovanile. Contemporaneamente, serve un intervento sui giovani di origine straniera appartenenti alla cosiddetta “seconda generazione” che vivono un senso di insicurezza e di incertezza del futuro provocati dallo status giuridico e dall’identità percepita che non coincidono.
Marcello Longhin
