Una petizione per sentirsi sicuri a Falchera

I 597 cittadini torinesi residenti in Circoscrizione 6, che hanno firmato la petizione al Consiglio comunale presentata questa mattina durante un Diritto di Tribuna moderato dalla presidente Maria Grazia Grippo, chiedono il ripristino delle necessarie condizioni in tema di sicurezza, nei quartieri Falchera, Pietra Alta e Rebaudengo. Nella zona, sostengono i firmatari, si respirano paura, sfiducia e diffidenza, soprattutto nelle fasce considerate più deboli, anziani, donne e minori, spaventati dall’aumento della microcriminalità, dovuta soprattutto allo spaccio di sostanze, e dalla mancanza di un’adeguata opera di prevenzione e controllo da parte delle forze dell’ordine, mentre sono in aumento gli episodi di aggressione, furti, scippi, danneggiamento di auto in sosta,in una zona completamente sprovvista di telecamere di sorveglianza. Sostengono, i residenti, che nel corso degli ultimi anni il fenomeno si è particolarmente radicato in quella porzione di territorio richiamata nel testo della petizione, dove si registra una carenza strutturale di investimenti, da parte dell’Amministrazione, in grado di attrarre nuove risorse per aumentare il livello di socializzazione grazie ad attività culturali, sportive e di spettacolo che possono garantire una migliore qualità della vita e attutire in qualche modo il senso di abbandono che pervade che ci abita. In conclusione, la richiesta diventa un mix fra la necessità di migliorare le condizioni di sicurezza della zona, maggiore presenza di forze dell’ordine e aumento delle telecamere, e quella di offrire occasioni di riscatto ai residenti con azioni per la riqualificazione di strutture abbandonate, quali il vecchio Cesm, il campo sportivo e il centro d’incontro, zone abbandonate a se stesse come il parco Stura sud e i laghetti della Falchera, che possano richiamare avvenimenti e iniziative capaci di contribuire al rilancio del territorio.

Marcello Longhin