Una proposta per introdurre corsi pre-matrimoniali laici per matrimoni e unioni civili

Istituire corsi prematrimoniali laici nel Comune di Torino, ispirandosi al progetto milanese, per fornire alle coppie che optano per il matrimonio civile o l’unione civile gli strumenti necessari per una vita coniugale consapevole e armoniosa”.

È quanto prevede una proposta di mozione (prime firmatarie: Ludovica Cioria – PD e Amalia Santiangeli – PD), illustrata nella seduta del 15 maggio 2025 delle Commissioni Diritti e pari opportunità e Prima, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS).

Si tratta di un atto – ha spiegato la proponente, Ludovica Cioria (PD) – che nasce in continuità con iniziative già adottate dai Comuni di Milano e Firenze per offrire alle coppie un servizio pubblico importante, in grado di fornire informazioni dal punto di vista legale e giuridico e delle relazioni, non solo personali, ma anche patrimoniali.

Potrebbe anche essere utile – ha aggiunto – prevedere un modulo relativo agli aspetti psicologici e offrire supporto anche in altre lingue, oltre all’italiano.

La co-firmataria dell’atto, Amalia Santiangeli (PD), ha ribadito l’importanza dei corsi, utili ad approfondire alcune questioni non sempre considerate, consapevoli che non esiste una ‘ricetta’ per garantire la buona riuscita di un matrimonio o di un’unione.

Nel dibattito in Commissione, Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) si è detto contrario e perplesso e ha chiesto un incontro di approfondimento con i celebranti della Uaar e delle comunità religiose. Si rischia di creare un meccanismo complesso – ha detto – con la creazione e il pagamento di corsi che non porteranno a nulla.

Comportando oneri finanziari per la Città, bisogna valutare se ci sia una reale esigenza dei corsi – ha affermato Anna Borasi (PD). Sicuramente, c’è un dato storico di fragilità relazionale sulle quali intervenire.

I paragoni con il matrimonio religioso sono fuorvianti – ha dichiarato Simone Fissolo (Moderati) – e nella proposta manca un’attenzione agli aspetti formali. Bisognerebbe anche valutare in che lingua tenere i corsi – ha aggiunto.

È un’occasione anche per promuovere la partecipazione alla vita di comunità – ha evidenziato Tiziana Ciampolini (Torino Domani)e per comprendere meglio la “dottrina civica”, educando le persone a essere più consapevoli.

Occorre esplicitare non solo i diritti, ma anche i doveri, anche nei confronti dei minori – ha dichiarato Ferrante De Benedictis (Fratelli d’Italia), chiedendo un approfondimento da parte della Giunta sulle questioni operative.

Condivido la proposta e ho quindi sottoscritto l’atto – ha annunciato Valentino Magazzù (PD), ringraziando le prime firmatarie.

L’assessore ai Servizi Demografici Francesco Tresso ha spiegato che la Città ogni anno effettua circa 3.150 pubblicazioni di matrimonio (40% sono riti civili). Il nostro compito come ente laico – ha ribadito – è quello di aumentare la consapevolezza e di formare cittadine e cittadini con maggiore capacità di partecipare alla res publica. Potrebbe essere utile – ha detto – stipulare convenzioni con Ordini di commercialisti, avvocati e psicologi per l’attivazione dei corsi.

I corsi sarebbero un arricchimento dell’offerta dei servizi della Città, nell’ambito del Piano famiglie, per aiutare coniugi e famiglie nell’affrontare possibili difficoltà, come ad esempio la violenza economica, che spesso precede la violenza fisica – ha sostenuto la vicesindaca Michela Favaro.

Il documento è stato liberato per l’aula e verrà quindi affrontato dal Consiglio Comunale.

Massimiliano Quirico