Promuovere un migliore utilizzo dei dispositivi digitali da parte dei minori.
È quanto chiede la proposta di mozione (primo firmatario: Emanuele Busconi – Sinistra Ecologista) illustrata nella seduta del 25 giugno 2025 delle Commissioni Quinta e Quarta, presieduta da Lorenza Patriarca (PD).
È necessario promuovere un uso responsabile e consapevole di smartphone, tablet e pc – ha affermato il proponente – con un approccio che non vuole negare opportunità e benefici delle tecnologie, ma che evidenzi i rischi legati all’utilizzo di dispositivi senza filtri in età precoce in relazione allo sviluppo cognitivo dei minori.
In particolare, il documento propone di istituire un Gruppo di lavoro sul benessere digitale, coinvolgendo anche Ufficio Scolastico Regionale (Usr) e Asl, e chiede di attivare percorsi di sensibilizzazione e formazione e di promuovere politiche regionali coordinate e di investimento.
Nel dibattito in Commissione, Lorenza Patriarca (PD) ha ribadito che è fondamentale lavorare su questi temi, di grandissima attualità e urgenza.
Occorre agire dal punto di vista educativo e culturale, coinvolgendo non soltanto i docenti, ma anche le famiglie e il contesto in cui vivono i minori – ha aggiunto Caterina Greco (PD)
Silvia Damilano (Torino Bellissima) ha suggerito di promuovere l’utilizzo di app che limitano l’accesso ai device.
Bisogna evitare un atteggiamento paternalistico sul tema e promuovere un approccio non conflittuale – ha affermato Sara Diena (Sinistra Ecologista).
Nel condividere lo spirito della mozione, Ivana Garione (Moderati) ha chiesto approfondimenti su eventuali studi effettuati a Torino.
Secondo Pierino Crema (PD) serve intervenire per contrastare le povertà educative digitali.
Gli smartphone sono già entrati nell’uso quotidiano: non possono essere vietati, ma bisogna ragionare sulle eventuali limitazioni – ha sostenuto Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani).
Per Tony Ledda (PD) la discussione è molto utile e deve tenere conto anche delle decisioni del Governo al riguardo.
Sui principi richiamati dalla mozione siamo tutti d’accordo – ha detto Angelo Catanzaro (PD) – ma è necessario approfondire l’atto prima di licenziarlo per l’aula.
L’assessora all’Istruzione Carlotta Salerno, nel condividere la ratio del documento, ha spiegato che bisogna ragionare in maniera più approfondita sull’utilizzo delle strumentazioni tecnologiche da parte di bambine e bambini da zero a sei anni e tenere conto dell’autonomia scolastica e delle esperienze già messe in campo, come “Generazioni connesse”.
La mozione verrà approfondita in un’ulteriore seduta di Commissione.
Massimiliano Quirico
