Valorizzare e tutelare la presenza Rai a Torino, promuovendo lo sviluppo del Centro di produzione Tv, del Centro ricerche e Innovazione tecnologica, del “Palazzo della radio”, dell’Orchestra sinfonica e del Museo della Televisione.
È quanto chiede una proposta di mozione – a prima firma dei consiglieri PD Claudio Cerrato e Valentino Magazzù – illustrata nella seduta del 20 novembre 2025 delle Commissioni Quinta e Terza, presieduta da Lorenza Patriarca (PD).
In particolare, il documento chiede di promuovere l’istituzione di un Tavolo permanente di interlocuzione tra Rai, Organizzazioni sindacali territoriali ed Enti locali, finalizzato alla valorizzazione delle professionalità e delle competenze presenti negli insediamenti torinesi e di favorire un confronto istituzionale a livello torinese con la Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
Non è la prima volta che ci occupiamo della Rai – ha affermato il primo firmatario Claudio Cerrato (PD) – ma siamo preoccupati che i maggiori investimenti Rai vengano effettuati in altre sedi italiane. Chiediamo quindi continuità alle produzioni in città, anche sviluppando le tematiche dell’intelligenza artificiale e le collaborazioni con il Teatro Regio, per non disperdere il prezioso patrimonio di competenze del polo torinese.
Abbiamo scritto quest’atto – ha aggiunto Valentino Magazzù (PD) – per fare pressioni sull’azienda, che non deve disinvestire a Torino. Vogliamo che venga ribadito l’impegno della Rai, anche su innovazione e intelligenza artificiale, riportando una Direzione in città – ha dichiarato.
Alberto Pilloni, Rsu Rai, ha descritto la situazione della sede torinese di via Cavalli, dove operano 450 dipendenti Rai, oltre a personale della Sipra e di altre realtà. Il 60% dei dipendenti Rai – ha affermato – sono figure apicali, laureate in ingegneria e in materie economiche, con alte competenze, che vanno ulteriormente valorizzate e anzi incrementate, promuovendo un dialogo con l’azienda. L’affitto dell’immobile – ha detto – è stato prorogato fino al 2032.
Andrea Ruscone, Rsu Rai, ha evidenziato le criticità della sede di via Verdi, dove – ha sostenuto – non c’è un adeguato utilizzo delle risorse produttive, con momenti di picco alternati ad altri di sotto-utilizzo. Non c’è chiarezza sulle prospettive future – ha affermato – e sull’utilizzo degli spazi.
Marco Procopio del Comitato di Redazione Tgr, ha lamentato le difficoltà legate alla carenza di personale e il mancato rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da dieci anni, per il quale è in programma uno sciopero il 28 novembre 2025. È poi ancora congelato il concorso per le assunzioni su base regionale – ha concluso, auspicando un incontro tra i vertici Rai e rappresentati delle Istituzioni locali.
Occorre stabilizzare le produzioni per ragionare su prospettive di lungo periodo – ha ribadito Stefano Pappaletto, Fistel Cisl – e fare pressioni sul territorio per mantenere alta l’attenzione.
C’è un disinvestimento evidente – ha rimarcato Fabrizio Aquilini, Slc Cgil – e serve intervenire con energia per arrivare a un confronto con i vertici Rai al fine di valorizzare Torino e il Piemonte.
Il tema è urgente per quanto riguarda occupazione, investimenti e ricerca e sviluppo – ha sottolineato la vicesindaca Michela Favaro – e dobbiamo lavorare per cogliere anche le opportunità legate alle nuove tecnologie.
Nel dibattito in Commissione, Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) ha annunciato il suo voto favorevole sulla mozione, pur esprimendo un forte pessimismo sul futuro e auspicando un coinvolgimento anche dei vertici dei partiti politici.
Da anni cerchiamo una soluzione ai problemi Rai a livello locale, ma servono interventi a livello nazionale – ha detto Valentina Sganga (M5S), dando pieno sostegno all’atto proposto.
Siamo tutti favorevoli a tutelare il presidio Rai a Torino – ha evidenziato Federica Scanderebech (Forza Italia) – ma la competenza non è comunale.
Emanuele Busconi (Sinistra Ecologista) ha espresso parere favorevole sul provvedimento e ha chiesto approfondimenti su appalti e condizioni di lavoro.
Servono chiarimenti sulle operazioni messe in campo dalla Rai – ha dichiarato Pierino Crema (PD) – e interventi anche sui fondi messi in campo dal Ministero sul cinema. La città deve ragionare anche dal punto di vista del Piano Regolatore – ha aggiunto – per vincolare la destinazione d’uso degli edifici.
Massimiliano Quirico
