Ripensare il welfare, stretto nella morsa del calo delle risorse disponibili, intrecciato con una crescente domanda di servizi per l’infanzia, gli anziani, persone con disabilità o caratterizzate da fragilità di varia natura. Intorno a questo tema, un gran numero di persone attive nel Terzo settore e nelle sue cooperative si sono ritrovate oggi pomeriggio nel salone della Fondazione Casa di Carità, in via Orvieto per l’iniziativa “Dialoghi sul welfare – Protagonisti del terzo settore e del pubblico a confronto. L’iniziativa era stata lanciata da Confcooperative Piemonte, Uneba, ANFASS, Commissione Sinodale per la Diaconia e altre realtà del Terzo settore, con VITA quale media partner.
A fronte della crescente divaricazione tra risorse e richiesta di servizi, la preoccupazione è quella della crisi che il welfare sta attraversando, anche in relazione al riconoscimento del valore sociale da parte del sistema pubblico, hanno sottolineato gli organizzatori, che evidenziando inoltre come uno dei risultati di questa situazione sia una sorta di “crisi delle vocazioni” che allontana progressivamente i giovani (peraltro numerosi tra i partecipanti al convegno) dalle professioni educative, di cura e di assistenza.
A rappresentare la Città di Torino è stato il consigliere Claudio Cerrato, che ha ricordato l’impegno di giunta e Consiglio comunale a fronte di questa situazione e riconosciuto il valore della cooperazione sociale, che offre servizi ma anche occupazione. La fine del modello fordista di società ci vede di fronte a una situazione nuova, che ancora non riusciamo a comprendere appieno, ha sottolineato Cerrato. Ridisegnare la città, ripensare il nostro modo di vivere e i relativi servizi è fondamentale per riuscire a fare comunità, ha concluso il consigliere, vedendo la cooperazione come un valore intrinseco e riconoscendole il giusto valore economico.
C.R.
