Endometriosi, l’impegno di Torino per rompere il silenzio

Il 28 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Endometriosi, istituita nel 2014 per sensibilizzare su questa malattia negletta che colpisce molte donne. Nella seduta del 26 marzo 2026 delle Commissioni Diritti e pari opportunità e Quarta, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) sono state presentate le iniziative in programma a Torino.

L’assessore al Welfare, Jacopo Rosatelli, ha spiegato che sin dall’inizio dell’attuale mandato amministrativo sono state rafforzate le attività per promuovere la salute delle donne, anche riattivando l’Osservatorio comunale.

Grazie al protagonismo della associazioni – ha affermato Rosatelli – sono stati prodotti materiali informativi per favorire una maggiore consapevolezza e recentemente è stata organizzata anche la marcia “Torino in giallo. Per il 28 marzo – ha annunciato – la Mole Antonelliana si tingerà di giallo.

È necessario vincere resistenze e stereotipi di genere sulle patologie neglette, che non si vedono, ma ti distruggono dentro – ha affermato Gabriella Tanturri, medica chirurga dal 1975, rappresentante dell’Osservatorio sulla salute delle donne del Comune di Torino.

Per questo – ha spiegato – sono stati realizzati materiali informativi specifici, con un linguaggio divulgativo, facilmente comprensibile, ma con contenuti scientifici rigorosi, disponibili anche su una pagina ad hoc del sito web della Città di Torino.

Per il 28 marzo 2026 all’interno dell’ospedale Sant’Anna di Torino – ha aggiunto Chiara Benedetto – abbiamo organizzato anche un Open day sull’endometriosi, invitando le donne a saperne di più e a rivolgersi a specialisti, per una diagnosi precoce e una presa in carico multidisciplinare il più tempestiva possibile. Sono previste anche visite e consulenze gratuite.

Si calcola che siano tre milioni le donne in Italia che soffrono di endometriosi, una patologia cronica, il cui dolore non va “normalizzato”.

L’endometriosi è una patologia che non ha fine, con conseguenze per tutta la vita – ha evidenziato Vania Mento dell’associazione “La voce di una è la voce di tutte – e dobbiamo batterci per diagnosi sempre più precoci. Per questo, ogni anno incontriamo anche più di diecimila studenti e studentesse in tutta Italia.

Nel dibattito in Commissione, Sara Diena (Sinistra Ecologista) ha chiesto maggiori informazioni sulle attività di promozione sui canali social e sui tempi delle diagnosi.

È necessario promuovere ulteriori campagne di informazione, soprattutto tra le donne più vulnerabili – ha ribadito Tiziana Ciampolini (Torino Domani).

È innanzitutto un problema culturale – ha rimarcato Lorenza Patriarca (PD) – che va affrontato anche a scuola.

L’endometriosi, così come la dismenorrea, è una malattia che accentua il gender gap nella vita sociale e lavorativa a cui bisogna ridare dignità, anche con l’aiuto degli uomini – ha affermato Ivana Garione (Moderati).

Occorre anche un impegno da parte della Regione Piemonte – ha sottolineato Vincenzo Camarda (PD) – e un maggiore coinvolgimento di scuole e Istituzioni, come l’Anci.

Silvia Damilano (Torino Bellissima) ha domandato approfondimenti sulle attività di prevenzione e sui percorsi di guarigione; Simone Tosto (PD) sulle donne coinvolte.

Dobbiamo rompere i tabù – ha affermato Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) – anche per quanto riguarda la contraccezione e le terapie ormonali, pure in ambito sanitario.

Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha ribadito l’impegno della Commissione nell’accompagnare l’Osservatorio sulla salute delle donne e le associazioni in percorsi per promuovere una maggiore consapevolezza sulle patologie femminili neglette.

Massimiliano Quirico