La scuola, strumento di formazione, inclusione e coesione sociale

Due documenti sulla scuola, in particolare sul tema delle attività di sostegno e inclusione nelle scuole in aree socialmente svantaggiate, sono stati approvati oggi in chiusura della seduta del Consiglio comunale.

Un primo documento, presentato in aula da Tony Ledda, sottolinea la forte presenza, maggioritaria in alcuni istituti come l’IC Gabelli di studenti di cittadinanza non italiana nelle scuole dei quartieri Aurora e Barriera di Milano. Scuole dove “ogni giorno si sperimenta concretamente la convivenza e l’incontro tra culture, lingue e religioni diverse”, si legge nel documento, che sottolinea come “tale ricchezza culturale comporta anche sfide significative dal punto di vista educativo, linguistico e sociale, che richiedono un sostegno continuativo e un dialogo costruttivo tra istituzioni, scuola e territorio”, poiché la scuola “resta il primo presidio di cittadinanza, uguaglianza e inclusione, in linea con i principi sanciti dalla Costituzione e dai valori fondanti della Città di Torino”. Il documento approvato ribadisce il proprio sostegno alle scuole come luoghi di integrazione, partecipazione e costruzione di cittadinanza, invitando in particolare a valorizzare la Gabelli come laboratorio civico di inclusione e coesione per l’intera città, in spirito di collaborazione con chi quotidianamente opera nelle scuole del territorio. Inoltre, si riconosce e sostiene” l’impegno già in atto da parte della Città di Torino per promuovere politiche educative inclusive e di sostegno alle scuole situate nei quartieri più complessi”. Infine, l’ invito a proseguire e rafforzare il confronto con gli enti competenti, in particolare con l’Ufficio Scolastico Regionale e il Ministero dell’Istruzione, al fine di garantire la piena applicazione delle misure previste dalla normativa nazionale in materia Orientamenti Interculturali e inclusione scolastica, favorendo per le scuole a più alta complessità educativa le condizioni necessarie a garantire il diritto allo studio e pari opportunità educative. Ad esempio, con classi meno numerose, personale specializzato, mediatori linguistici e culturali e un adeguato sostegno linguistico e pedagogico agli alunni.

Contestualmente, è stato discussa e approvata una mozione a prima firma Lorenza Patriarca, che segnala la relazione tra condizione economica e abitativa disagiata e povertà culturale, ove le difficoltà materiali determinano spesso divari nella formazione e nell’apprendimento, nonché forte dispersione scolastica. Un fattore che potenzialmente causa forti instabilità sociali. Il testo sottolinea ance la gravità del fenomeno della dispersione implicita, allievi e allieve che non lasciano la scuola ma che hanno un livello di apprendimento insufficiente, attestato dalle prove Invalsi, Una percentuale particolarmente elevata a Torino, con tassi di dispersione scolastica implicita superiori a quelli del resto del Piemonte e anche al dato nazionale. In città, i tassi di dispersione più alto si sovrappongono alle aree con i più bassi valori immobiliari.

Come segnala il documento, nell’area cosiddetta di “periferia”, inoltre, la consistenza, in termini di punti percentuali, della popolazione con un’origine familiare svantaggiata e/o di origine immigrata è più che doppia rispetto alla zona cosiddetta “centrale” e la percentuale di studenti con almeno un anno di ritardo nel percorso scolastico è di quattro volte superiore a quella registrata nelle zone centrali. La mozione richiama quindi l’incontro tra il sindaci e i dirigenti scolastici delle aree più periferiche della città svoltosi nel dicembre scorso, nel corso del quale è stata denunciata la difficoltà degli Istituti Scolastici nel garantire esiti formativi accettabili, nonostante il grande investimento di risorse e di collaborazioni, a causa del fenomeno del cosiddetto white flight che produce una concentrazione di studenti con background migratorio o in situazione di fragilità molto elevata. Un fenomeno accompagnato da un elevato turno over di insegnanti, spesso precari.

A fronte di tutto questo, la mozione impegna l’Amministrazione comunale a definire all’interno della Conferenza delle Autonomie Scolastiche ( in collaborazione con Divisione Servizi Educativi e Dipartimento servizi sociali, socio sanitari della Città, Città Metropolitana, Ufficio Scolastico Regionale, Università e Politecnico, ASL Città di Torino, Organismi, Fondazioni e Associazioni che a vario titolo si occupano di scuola), un Piano straordinario di intervento e presidio detto “Patto per la scuola” finalizzato a mettere in campo azioni perequative e di supporto dell’efficacia delle Istituzioni scolastiche cittadine. Questo al fine di migliorare gli esiti di apprendimento delle studentesse e degli studenti e le condizioni di benessere delle comunità scolastiche, in particolare nelle aree cittadine a più elevato rischio di dispersione scolastica implicita ed esplicita.

Il dibattito sui due documenti approvati ha visto gli interventi dei consiglieri e consigliere Ledda, Patriarca, Greco, Ahmed, Ciampolini, Busconi e Catanzaro.

C.R.