Sulla Via Francigena il cammino della salute: da Torino a Roma per contrastare le malattie renali

Unire la solennità di un antico cammino alla concretezza della prevenzione medica. È questo lo spirito di Insieme sulla Via Francigena, l’iniziativa presentata oggi presso la Sala Colonne di Palazzo Civico. Un viaggio di sensibilizzazione che vedrà pazienti, trapiantati, medici e infermieri percorrere lo storico tracciato verso la Capitale, accendendo i riflettori su una patologia, quella renale, che troppo spesso agisce in modo silenzioso.

Maria Grazia Grippo
Il progetto nasce dall’intuizione degli infermieri dei Centri di Emodialisi CTO e Farinelli (in particolare Silvia Ambrosio e Roberta Mingolla) operanti sotto la direzione del professor Luigi Biancone della Città della Salute e della Scienza di Torino. L’organizzazione vede in prima linea l’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto), in una sinergia che coinvolge Regione Piemonte, Centro Nazionale Trapianti, Società Italiana di Nefrologia, CAI – Sezione Torino e AVIS.
Le malattie renali sono in aumento e, anche in presenza di una sanità avanzata, sono ancora largamente sotto diagnosticate. Negli stadi iniziali, fino al 77% delle persone affette non sa di avere un problema renale. In Piemonte si stima che il 30% delle persone che iniziano la dialisi, fino a poco tempo prima ignorasse la propria condizione.
La Presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, ha sottolineato come l’iniziativa presentata oggi, la via Francigena confermi la sua antica tradizione di cammino di speranza e di solidarietà. Questo progetto promosso dall’ANED, in collaborazione con la Città della Salute di Torino, ha sottolineato la Presidente della Sala Rossa, lancia un forte e positivo messaggio sull’importanza della ricerca e della prevenzione nell’ambito delle patologie renali, valorizzando il lavoro del personale medico e infermieristico, ma anche del volontariato. In più, Insieme sulla Via Francigena dimostra come le persone nefropatiche, dializzate o trapiantate, se adeguatamente sostenute, possano non soccombere alla malattia e dunque non rinunciare a vivere appieno la loro esistenza.”
Il Consigliere Comunale Pietro Tuttolomondo
Il Direttore Generale della Città della Salute, Livio Tranchida, ha ribadito la vicinanza dell’ospedale ai pazienti, definendo l’evento un momento di inclusione fondamentale. Il professor Luigi Biancone ha sottolineato l’eccellenza torinese, citando tecniche avanzate come il prelievo a cuore fermo, mentre Giuseppe Vanacore (ANED) ha richiamato l’importanza del volontariato.
Ha portato il saluto e l’apprezzamento dell’Ordine delle Professioni infermieristiche il Presidente Ivan Bufalo mentre in conclusione, Pietro Tuttolomondo, Consigliere Comunale e infermiere, ha portato la testimonianza di chi, vivendo la sanità su entrambi i fronti, come infermiere e come amministratore, sente la responsabilità di tradurre l’alleanza terapeutica in azioni concrete.
Il cammino, che toccherà 12 tappe fino al 7 giugno 2026 a Roma, vuole essere anche una risposta concreta alle disparità sanitarie, puntando a una qualità delle cure diffusa su tutto il territorio nazionale. La prima occasione di incontro sarà domenica 15 marzo, con la camminata dalle Molinette al Monte dei Cappuccini: un percorso di 3,5 km che simboleggia l’unione tra sanità e città.
La prima vera tappa, invece, si svolgerà da Pont Saint Martin, in Valle d’Aosta, a Ivrea. Il Cammino si concluderà a Roma il 7 giugno, al Campidoglio.
Federico D’Agostino