Nel giorno in cui l’area ex Diatto è diventata piazzetta Maria Bongioannini, con una seconda cerimonia il giardino interno è stato intitolato a John Lennon, cantante, musicista e storico fondatore dei Beatles. Alla cerimonia erano presenti la sorella Julia Baird, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, la presidente della Circoscrizione 3 Francesca Troise, il presidente dell’associazione Beatlemania Torino, Riccardo Corazza e il vicepresidente Alberto Pisci. Negli interventi che si sono susseguiti durante la cerimonia, la nostalgia e il ricordo del grande musicista si sono mescolati con il richiamo all’attualità e alla richiesta di un mondo in pace, come lui stesso ha vaticinato in alcune delle sue canzoni più famose. La sorella, esprimendo soddisfazione che la piazzetta sia stata destinata a giardino, ha insistito in modo particolare sull’aspetto della pace, invitando i giovani dello studentato Taurasia e quelli delle superiori (Santorre di Santarosa, Plana e Madre Mazzarello) presenti alla cerimonia ad approfittare di quel luogo per passare del tempo a riflettere, come capita in molti altri giardini sparsi nel mondo, dedicati a suo fratello. Anche Troise nel sottolineare l’assonanza fra le opere di Lennon e il suo impegno per la pace, ha ricordato quanto sia attuale questo tema tanto caro all’artista inglese. Troise che ha poi definito #Lennon: poeta, genio della musica, artista, l’uomo che ha dato voce ad un’intera generazione e ha segnato un’epoca insieme ai #Beatles, cambiando il linguaggio della musica e contribuendo al cambiamento della cultura. Non solo canzoni ma un modo nuovo di vivere e pensare, guardare il mondo. Per la presidente Grippo, questa mattina, con due diverse intitolazioni, la Città costruisce la propria identità celebrando la memoria e riconoscendo il valore di donne e uomini che hanno lasciato un’eredità tutt’altro che scontata. Se la piazzetta dedicata a Bongioannini rappresenta il simbolo potente di un’emancipazione femminile conquistata superando un’invisibilità imposta, con l’intitolazione a John Lennon un altro spazio urbano si lega ad un personaggio leggendario, icona della #musica pop. Un artista a cui, invece, la visibilità non è mai mancata ma mai, dalla visibilità, si fece definire. Punto di congiunzione fra i due capitoli del racconto odierno, per Grippo diventa così la notorietà come mezzo e non come fine. Quello che, nella carriera di Lennon, ha affrancato il suo personaggio dai capricci delle mode e ha lasciato passare il suo pensiero di generazione in generazione come un’eredità.
Marcello Longhin
