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ncora una presentazione del nuovo Piano regolatore generale in commissione Urbanistica, per l’occasione in congiunta con la commissione Commercio, presidenza affidata ad Antonio Ledda. Dati già conosciuti e nuovi dettagli per illustrare aspetti diversi del Piano. Oggi si è parlato della Torino che lavora, produce e vive. Il nuovo PRG come leva strategica per lavoro, commercio di prossimità e formazione. Una presentazione che l’assessore Paolo Mazzoleni sviluppa intorno al tema della vocazione produttiva della città, per raccontare quale possibile futuro intravedere leggendo tra le righe del nuovo Piano. Un’impresa non facile che si prova ad immaginare proponendo la promozione della produzione come funzione urbana diffusa per consentire l’inserimento delle attività produttive compatibili nel tessuto urbano consolidato. Garantendo luoghi dedicati, aree e sistemi urbani a vocazione produttiva. La produzione di prossimità, imprese innovative e attività artigianali, nelle nuove aree di trasformazione. Non manca l’idea di un utilizzo temporaneo delle aree dismesse, prima della trasformazione, e la possibilità fare coesistere lavoro, abitare e servizi negli spazi vuoti della città, realizzando una nuova Torino, attiva e accessibile. Per quanto riguarda le attività commerciali, pensate come motore economico e presidio di prossimità, il Piano di propone di contrastare la desertificazione commerciale promuovendo il commercio di vicinato, provando ad intersecare strutture di vendita in coerenza con il tessuto urbano e la mobilità. Infine la formazione e lo studio come infrastruttura strategica e condizione inevitabile per la crescita, anche demografica, della città. Un asset che nel Piano diventa leva di competitività urbana, componente dell’ecosistema innovativo e integrato della città per favorire spazi ibridi, promuovere il riutilizzo di aree industriali dismesse, costruire connessioni fra università, sperimentazione e soggetti produttivi.
Marcello Longhin
