In Sala Rossa approvato un documento contro la modifica della legge sulla violenza sessuale

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Il Consiglio comunale ha approvato, nel pomeriggio di ieri, una proposta di ordine del giorno riguardante il disegno di legge 1715, depositato presso il Senato della Repubblica: “Modifica dell’articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso” nella riscrittura della senatrice Giulia Bongiorno e adottato dalla Commissione Giustizia del Senato come testo base per il prosieguo dell’iter parlamentare. Una modifica criticata da più parti e che la prima firmataria Sara Diena (AVS), illustrando il suo documento in Sala Rossa, ha evidenziato come si discosti in modo significativo dal modello approvato all’unanimità dalla Camera dei deputati con il disegno di legge 1693, frutto di un ampio confronto parlamentare e con la società civile. Un modello, quello della Camera, che si fonda sull’idea che senza un consenso libero ed esplicito sia sempre violenza sessuale, mentre il testo base adottato al Senato reintroduce in modo surrettizio la centralità del dissenso, sui comportamenti di resistenza o rifiuto, invece che fare ricadere la responsabilità dell’atto, su chi lo compie. Per la consigliera, il rischio è quello del riproporsi di schemi culturali e giuridici nei quali l’onere della prova ricade sulla persona che subisce la violenza, un’impostazione ideologica patriarcale. Soprattutto, è un testo in cui si omette di riconoscere esplicitamente che il silenzio, l’immobilità o la paura non possono mai essere interpretati come consenso. Motivi che hanno convinto la firmataria a chiedere a Sindaco e Giunta di attivarsi presso il Senato per ottenere il ritiro del disegno di legge 1715 nella formulazione riscritta da Giulia Bongiorno e per sollecitare il pieno recepimento del modello già approvato all’unanimità dalla Camera basato sul concetto che “senza consenso è stupro”, in coerenza con la Convenzione di Istanbul e con le richieste delle associazioni femministe. L’ordine del giorno impegna infine a sostenere ogni iniziativa istituzionale volta a garantire una normativa chiara, efficace e rispettosa dei diritti e dell’autodeterminazione delle donne.
Marcello Longhin