Audizione dell’Opera Pia Barolo nella seduta del 5 febbraio 2026 della Commissione Diritti e pari opportunità, presieduta da Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS).
Franco Fiorino, segretario generale dell’Opera Pia Barolo, ha ringraziato per il graditissimo invito in Commissione e ha presentato la figura di Juliette Colbert, marchesa di Barolo, alla quale è stato recentemente dedicato un monumento sulla facciata di Palazzo Barolo, tra via Corte d’Appello e via delle Orfane: il primo monumento dedicato a una donna a Torino.
La marchesa – ha affermato il segretario generale – ha saputo dare nuove opportunità alle donne, che, alla metà dell’Ottocento, non avevano diritti, né in famiglia, né nella vita pubblica. Si confrontò le realtà europee più all’avanguardia per tutelare le donne carcerate, con un’azione riformatrice.
Aiutò le donne a partire dall’istruzione e dall’insegnamento di un mestiere, dando loro una speranza e la possibilità di indipendenza, anche economica, per prendere in mano la loro vita. Creò un “Rifugio” per favorire l’emancipazione delle donne carcerate e seppe collaborare con il “pubblico”.
Il monumento – ha affermato Franco Fiorino – è solo il primo passo per valorizzare tutto l’asse che va da Palazzo Barolo a via della Consolata e all’area Valdocco, candidando l’area a patrimonio Unesco, come proposto dalla Diocesi di Torino, portando all’evidenza del mondo un “Distretto della carità” unico al mondo, coinvolgendo Comune di Torino, istituzioni e scuole.
Nel dibattito in Commissione, Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) e Lorenza Patriarca (PD) si sono augurate che la candidatura possa andare a buon fine e possa servire a promuovere ulteriori iniziative.
Tiziana Ciampolini (Torino Domani) ha sottolineato il ruolo di Giulia di Barolo e di suo marito, che hanno saputo dividersi equamente tra la dimensione religiosa e quella civile, all’epoca davvero inusuale, dando una “speranza civica”, che va oltre la solidarietà sociale e le politiche.
L’assessore al Welfare, Jacopo Rosatelli, ha rimarcato le esperienze straordinarie di solidarietà presenti a Torino, che vanno fino al Cottolengo e al Sermig, e la necessità di valorizzarle ulteriormente, per promuovere diritti e rispetto per chi è in carcere e per favorire l’emancipazione femminile e la dignità di ogni persona.
Massimiliano Quirico
