C’è un luogo, nel cuore di Barriera di Milano, che dovrebbe rappresentare un presidio di cura, fiducia e prossimità per i cittadini, ma che oggi è diventato l’emblema del degrado e dell’abbandono amministrativo: l’ambulatorio ASL di via Montanaro 60.
È da questa situazione, segnalata da numerosi residenti e utenti, che nasce l’interpellanza n. 2025/805 presentata in Consiglio Comunale. Un atto dovuto, per riportare l’attenzione dell’Amministrazione su una realtà che non può più essere ignorata.
Ogni giorno, in quella struttura, si recano anziani, famiglie e persone fragili, in cerca di servizi essenziali. E invece si trovano davanti spazi esterni degradati, rifiuti abbandonati, muri scrostati, ingressi trascurati e un diffuso senso di insicurezza.
Un ambulatorio pubblico dovrebbe trasmettere fiducia e decoro, non la sensazione di trovarsi in un luogo dimenticato.
Le segnalazioni dei cittadini si accumulano da mesi — anzi, da anni — ma le risposte tardano ad arrivare. Si susseguono sopralluoghi, promesse, tavoli tecnici, senza che si arrivi a un intervento concreto di manutenzione e riqualificazione.
Nel frattempo, la situazione peggiora, con effetti evidenti sul piano estetico e, soprattutto, sul piano della dignità dei servizi pubblici.
Questa non è solo una questione di decoro urbano, ma di rispetto istituzionale e di tutela della salute pubblica.
Perché se un cittadino deve accedere a un ambulatorio attraversando erbacce, cartacce e graffiti, riceve un messaggio devastante: quello che la sanità territoriale non interessa più a nessuno.
E quando questo accade in un quartiere già fragile come Barriera di Milano, significa abbandonare chi avrebbe più bisogno di presenza e attenzione.
La Giunta parla spesso di “rigenerazione urbana”. Ma la vera rigenerazione comincia dai luoghi del quotidiano, dai servizi essenziali, da quegli spazi che ogni giorno migliaia di persone frequentano.
Non si può pensare di rilanciare Torino solo con grandi eventi o operazioni mediatiche, se poi gli ambulatori pubblici — presidi fondamentali per la salute e la coesione sociale — vengono lasciati in uno stato di trascuratezza indegna di una città moderna.
Per questo ho chiesto all’Amministrazione:
quali interventi concreti siano previsti per ripristinare decoro e sicurezza nell’ambulatorio di via Montanaro;
se siano stati programmati lavori di manutenzione straordinaria o di riqualificazione dell’area esterna;
e soprattutto, chi sia il soggetto responsabile di questa incuria prolungata, perché è troppo comodo rimpallare le competenze tra Comune, ASL e Circoscrizione senza che nessuno risponda davvero ai cittadini.
Chi governa ha il dovere di occuparsi anche — e soprattutto — di questi luoghi.
La politica non è fatta solo di strategie o grandi opere, ma di attenzione quotidiana, cura del territorio e rispetto per le persone.
I cittadini non chiedono miracoli, ma un marciapiede pulito, un ingresso sicuro, una luce funzionante e la sensazione di vivere in una città che si prende cura di loro.
Torino non può essere una città a due velocità: quella dei quartieri centrali curati e quella delle periferie dimenticate.
La dignità di una comunità si misura da come tratta i suoi luoghi più fragili, non da quelli da cartolina.
Per questo Forza Italia continuerà a denunciare queste situazioni e a chiedere azioni concrete.
Non per spirito polemico, ma per affermare un principio semplice: la buona amministrazione si vede nella cura dei dettagli, nei servizi di prossimità, nei luoghi dove la città incontra i suoi cittadini più vulnerabili.
L’ambulatorio di via Montanaro deve tornare a essere un simbolo di servizio e di fiducia, non un monumento all’abbandono.
Chiediamo alla Giunta un intervento immediato di pulizia, manutenzione e messa in sicurezza, per restituire dignità a questo presidio e al quartiere che lo ospita.
È una questione di rispetto, di civiltà e, soprattutto, di buon governo.
Domenico Garcea, Vicecapogruppo Forza Italia
