Torino e il Patto per la Fiscalità Locale: un’opportunità ancora troppo sottovalutata

Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale ho presentato un’interpellanza volta ad accendere un riflettore su un tema troppo spesso trascurato, ma di grande rilevanza per l’equilibrio economico-finanziario della nostra città: la partecipazione attiva del Comune di Torino al Patto per la fiscalità locale, previsto dal Decreto-Legge 203 del 2005.

Non si tratta solo di una buona prassi amministrativa, ma di una vera e propria responsabilità istituzionale. Il Patto rappresenta uno strumento di collaborazione tra enti locali e amministrazione finanziaria dello Stato, finalizzato al contrasto all’evasione fiscale attraverso lo scambio di dati, le segnalazioni qualificate e l’attivazione di controlli incrociati. In cambio, i Comuni che partecipano attivamente ricevono una quota del gettito recuperato grazie al proprio contributo, risorse che possono essere reinvestite per migliorare i servizi ai cittadini.

Nel caso di Torino, i margini di intervento sono particolarmente significativi su due fronti:

1. TARI (tassa rifiuti): l’evasione, spesso dovuta ad affitti in nero o a immobili non dichiarati, genera un’iniqua redistribuzione del carico fiscale, penalizzando chi è in regola;

2. Uso irregolare degli immobili: fenomeno che incide non solo sulle entrate tributarie locali, ma anche su quelle erariali, generando un danno complessivo all’intera collettività.

Per questo ho chiesto all’Amministrazione di riferire in aula non solo quali azioni siano state avviate nel 2024, ma soprattutto quali risultati concreti siano stati ottenuti: numero di segnalazioni qualificate, accertamenti derivanti dall’azione comunale, gettito recuperato, posizioni TARI regolarizzate.

Se da un lato prendo atto con interesse di alcune risposte ricevute, dall’altro ritengo evidente che il potenziale del Patto per la fiscalità locale sia ancora largamente inespresso.

Serve un cambio di passo. Serve un salto di qualità.

Propongo alcune direttrici operative:

Protocolli di collaborazione stabili con Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza;

Controlli incrociati tra banche dati anagrafiche, catastali, tributarie, utenze, dichiarazioni di locazione e residenze;

Investimenti in formazione e strumenti digitali per potenziare l’operatività dell’Ufficio Tributi;

Sviluppo di un’anagrafe immobiliare dinamica, capace di prevenire l’evasione anziché limitarsi a rincorrerla.

In un contesto di finanza pubblica difficile, ogni euro recuperato è un euro prezioso: può servire a migliorare i servizi pubblici, a rafforzare il welfare cittadino o a ridurre la pressione fiscale su chi già paga regolarmente.

Ma c’è anche un aspetto culturale e civico che non va sottovalutato: contrastare l’evasione significa difendere la giustizia sociale, tutelare i cittadini onesti, e ricostruire la fiducia tra istituzioni e comunità.

Per questo, da parte nostra, arriva un appello forte all’Amministrazione: Torino deve diventare un esempio di fiscalità locale equa, trasparente e partecipata.

Come Forza Italia, saremo sempre pronti a collaborare su questo fronte, al di là delle differenze politiche, per rafforzare lo Stato di diritto e garantire una gestione rigorosa delle risorse pubbliche.

Domenico Garcea

Vice Capogruppo Forza Italia