Torino deve ritrovare la sua vocazione industriale: l’auto al centro dell’economia cittadina

Torino si trova oggi di fronte a una sfida cruciale per il suo futuro economico. Per decenni, la città è stata sinonimo di industria e automobili, con la Fiat e la filiera dell’auto che hanno plasmato il tessuto produttivo e sociale del territorio. Oggi però quella centralità è messa in discussione. L’industria automobilistica italiana, e in particolare quella piemontese, rappresenta ancora un pilastro fondamentale: circa la metà delle imprese italiane del settore operano in Piemonte, con un indotto che coinvolge circa 170.000 addetti. Nel 2021, il contributo del settore automotive al PIL nazionale è stato di oltre 100 miliardi di euro, pari al 5,6% dell’economia italiana, e Torino ha sempre rappresentato il cuore pulsante di questa filiera, coprendo tutti gli ambiti, dalla progettazione alla produzione finale.
Nonostante questi numeri, la crisi non è lontana. La produzione di Stellantis in Italia ha registrato nel terzo trimestre del 2025 un calo del 31,5% rispetto all’anno precedente, con previsioni che indicano una chiusura dell’anno poco sopra le 310.000 unità, livelli più bassi da decenni. Anche il comparto della componentistica registra segnali di sofferenza, con un calo del fatturato del 5,6% in Piemonte. Il rischio è che, se non verranno intraprese azioni concrete, l’intero tessuto produttivo torinese perda forza e attrattività, provocando una fuga di talenti e un impoverimento del territorio.
Rimettere l’automotive al centro dell’economia cittadina non è solo una questione economica, ma identitaria. Torino deve puntare sulla produzione locale, sulla formazione tecnica e sull’innovazione per creare posti di lavoro qualificati e attrarre investimenti a lungo termine. La transizione verso la mobilità elettrica e digitale richiede competenze specifiche e una visione industriale chiara. Salvaguardare le piccole e medie imprese del territorio, rafforzare i percorsi di istruzione tecnica e universitaria legati al settore e incentivare gli investimenti diretti delle grandi aziende sono passi indispensabili per evitare il declino.
La città ha l’opportunità di trasformare la propria vocazione industriale in un progetto ambizioso che integri sostenibilità, digitalizzazione e innovazione, restituendo a Torino il ruolo di capitale dell’auto in Italia e in Europa. Rilanciare la manifattura non significa solo produrre veicoli, ma garantire un futuro di crescita, occupazione e sviluppo per l’intero territorio. Il tempo per agire è ora: Torino deve scegliere se rimanere una città dei servizi e dei dehors o tornare a essere il cuore produttivo dell’automotive nazionale, riaffermando la propria identità storica e costruendo un futuro solido e competitivo.
Domenico Garcea
Vicecapogruppo