A Torino Nord la partita sul futuro del Trincerone di corso Regio Parco è tutt’altro che chiusa. L’area, per decenni corridoio ferroviario strategico e oggi destinata — almeno sulla carta — a ospitare la futura Linea 2 della Metropolitana entro il 2033, continua a presentarsi come un vuoto urbano segnato da degrado e incertezza.
Negli anni il Trincerone è diventato cronaca quotidiana di rifiuti bruciati, insediamenti abusivi, consumo di sostanze e perfino apparizioni di fauna selvatica. Una condizione che ha riacceso il dibattito dopo l’interpellanza presentata dal vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Domenico Garcea.
L’iniziativa ha spinto l’Amministrazione a fornire un aggiornamento sullo stato delle operazioni di bonifica — o, come definito in sede istituzionale, di “disboscamento”.
L’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni ha confermato che i lavori dovrebbero concludersi entro gennaio 2026, seguiti dal collaudo dell’Arpa Piemonte. Un passaggio fondamentale perché l’area possa transitare dal privato al pubblico, condizione necessaria per l’avvio delle attività propedeutiche al cantiere della Linea 2: pulizia della vegetazione, rilievi topografici, indagini ambientali e geognostiche.
Nonostante l’annuncio, Garcea esprime forte preoccupazione per lo stato attuale della zona: “Il Trincerone resta una ferita aperta della nostra città. I cittadini aspettano da anni risposte concrete. Doveva diventare un’area verde e un ponte tra quartieri, ma è ancora simbolo di abbandono”.
Il consigliere azzurro chiede una data certa per il trasferimento di proprietà alla Città e un cronoprogramma verificabile per l’avvio dei lavori: “I residenti non possono più aspettare” – chiosa.
Il tema si intreccia con una questione più ampia: la percezione, nelle Circoscrizioni di Aurora e Barriera di Milano, di un’attenzione istituzionale insufficiente. “Serve chiarezza, trasparenza e rispetto verso i torinesi. Non servono annunci: serve serietà amministrativa. Il Nord della città non può essere la periferia dimenticata, ma il banco di prova della capacità di governare davvero”, conclude Garcea.
In attesa del passaggio di proprietà e dell’avvio delle prime operazioni tecniche, l’area rimane un simbolo delle difficoltà — ma anche delle potenzialità — di una parte di Torino che da anni chiede di essere rigenerata.
Domenico Garcea
Vicecapogruppo di Forza Italia
