La Città di Torino ha dedicato a Rodolfo Amprino, professore di Anatomia, un giardino tra corso Lanza e viale Curreno, tra Borgo Po e Borgo Crimea.
La cerimonia, presieduta da Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio Comunale e della Commissione Toponomastica, si è svolta nella mattinata di venerdì 10 aprile 2026.
In apertura dell’evento, Massimiliano Miano, presidente della Circoscrizione 8, ha ricordato la figura del professor Amprino, medico, torinese di nascita, accademico di chiara fama, che partecipò anche alla Resistenza.
Annibale Crosignani, discepolo di Rodolfo Amprino e promotore dell’intitolazione con una raccolta di oltre 500 firme, ha quindi tracciato un ricordo del maestro. Figura elegante, austera e composta – ha detto – aveva un modo unico di insegnare )a struttura microscopica del corpo umano, accompagnando le sue lezioni con digressioni di carattere morale, tanto da meritarsi l’appellativo di “Kant della medicina”.
Gli venne negata – ha affermato – la cattedra di Anatomia di Torino “per la malvagità di alcuni professori”, ma era un grande maestro di scienza e di vita, che seppe portare a livelli internazionali la Scuola Anatomica dell’Università di Bari.
Ferdinando Fanelli, tecnico di laboratorio del professor Amprino, ha ricordato alcuni illustri collaboratori del maestro: Maria Eugenia Camosso, Glauco Lucio Ambrosi (che ha promosso l’intitolazione del Dipartimento di Anatomia e di un giardino a Bari) e Domenico Ribatti (che nel 2019 ha scritto una monografia su Amprino).
Amprino aveva un grandissimo rigore morale e una grande sobrietà di vita. Invitava a non sprecare le risorse pubbliche e seppe instaurare un clima di onestà e rigore professionale – ha concluso.
Alessandro Vercelli, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università degli studi di Torino, in rappresentanza della rettrice Cristina Prandi, ha evidenziato l’influenza della scuola di Giuseppe Levi nella formazione medica di Amprino. Amprino – ha affermato – ebbe un importante ruolo, non solo scientifico e accademico, ma anche civile.
Giancarlo Isaia, presidente dell’Accademia di Medicina di Torino, ha rimarcato la profonda traccia lasciata dal professore a Torino e a Bari, senza però ricevere adeguati riconoscimenti istituzionali. La memoria dei grandi però non muore mai – ha concluso.
Alessandro Dell’Erba, presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Bari, ha evidenziato la dirittura morale e il rigore scientifico di Amprino, che seppe formare la mentalità di moltissimi medici. E stato una guida per un’intera classe medica – ha sostenuto.
Angela Perna, presidente della Commissione consiliare per le Pari opportunità del Comune di Bari, in rappresentanza del sindaco di Comune di Bari, ha ringraziato la presidente Grippo e il professor Crosignani per aver promosso l’iniziativa. Ha quindi sottolineato l’importanza di veicolare alle nuove generazioni i valori, lo spessore umano e lo spirito di sacrificio e di dedizione di Rodolfo Amprino, trasformando la memoria individuale in una memoria collettiva. Amprino ha dato prestigio alle città di Torino e di Bari e lo ricordiamo con orgoglio – ha dichiarato.
Ha quindi letto un messaggio del sindaco di Bari, Vito Leccese, testimoniando la vicinanza tra Torino e Bari e ricordando la figura di uno scienziato illuminato e il suo grande contributo alla crescita dell’università.
Nino Boeti, presidente dell’Anpi provinciale di Torino, ha poi evocato il ruolo di patriota svolto nella lotta di Liberazione da Amprino, che militò nel Partito d’Azione e trasformò la Scuola di Anatomia in uno dei centri clandestini della Resistenza.

La cerimonia di intitolazione, che lega le due città di Torino e Bari, è l’esito di una non comune rete di relazioni umane e istituzionali – ha dichiarato Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio Comunale di Torino e della Commissione Toponomastica
Abbiamo condiviso l’idea – ha aggiunto – che la memoria di Amprino, scienziato che seppe formare intere generazioni di medici sia a Torino che a Bari, dovesse appartenere a entrambe le città, con due spazi “gemelli” nei due capoluoghi. Così da celebrare il valore dell’insegnamento e di come un grande maestro o una grande maestra possano fare la differenza nella vita delle persone – ha concluso Maria Grazia Grippo.
Erano presenti alla cerimonia anche Giorgio Cottrau, nipote di Rodolfo Amprino, una delegazione di allieve e allievi della scuola elementare Don Bosco, il gonfalone della Città di Torino e il labaro della Federazione dei Maestri del Lavoro – sezione di Torino.
Massimiliano Quirico
